Della grafica, dei ringraziamenti e dei buoni risultati!

Articolo di grafica, oggi.
Eh sì. È che mi han detto “…ma come? Non hai fatto il book-trailer?” come se fosse la cosa più stupida del mondo pubblicare un libro e non realizzare un book-trailer.
“Aspetta aspett… che?”  ho risposto come la sorella di Elsa poco prima di svenire davanti alla battuta del troll che gli dice “Vi state sposando!”. Chi non sa di cosa sto parlando corra a guardare Frozen: il regno di ghiaccio.

Così ho cominciato a trabaccare con winzozz movie maker e ho montato musiche, immagini, testo… niente.
Il problema era la copertina: originale, per carità, ma un pelino scarna. Che non lascia trasparire minimamente il certosino lavoro che ho messo dentro i libri, anzi: suggerisce il contrario, ovvero una di quelle cose che si trovano su wattpad, ilmiolibro, goodreads e quant’altro, di sedicenti autori come me, ma con scarsa attenzione per la qualità del testo.

Non voglio tirarmela, sia chiaro, ma ogni mio libro è sottoposto a vari beta-readers e (sarà sottoposto) ad un editor professionista prima di essere venduto a prezzo pieno. Trovo scorretto far pagare per un libro non editato, con più di 1-2 refusi ogni 100 cartelle (qualcuno può comunque sfuggire, succede anche ai “big”… purtroppo!) e con buchi di trama, coerenza e quant’altro. Chi mi segue sul blog si è già imbattuto sul “come la penso”.

copertina2Ecco: la mia copertina, scritta e disegnata da me, riassume in pieno tutti gli elementi della trama. C’è la tortiera infranta, l’ombra del bastone di Colle Ondoso e, giocoforza, di chi ci vive dentro e il sangue che sottintende a qualcosa di più di un semplice “furto” dolciario. Se vedi qualcosa che non va hai ragione. Pur essendo la copertina “meno peggio” fa un po’ schifo.  Cioè: ho evitato di comprare libri per molto meno.

Dunque ho preso il fido Facebook e ho lanciato un accorato appello a grafici e illustratori che, dietro un modico compenso (non navigo nell’oro) potessero darmi un suggerimento e una mano.

Ed ecco che prima di svelare il nome di chi ha trasformato questa copertina artigianale in un prodotto di altissima qualità mi sprofondo in una lunga serqua di ringraziamenti verso tutti coloro che, con una parola gentile o con tanti suggerimenti utili, o addirittura entrambi, mi ha suggerito, proposto, aiutato a trovare la mano più adatta a rappresentare graficamente le mie storie.
Prima fra tutti Teresa Marzia, disegnatrice bonelliana dalle cui chine han preso vita alcune delle incarnazioni di Jonathan Steele e dei vari personaggi che caratterizzano quel bellissimo fumetto (e dei cui disegni mi sono innamorato al primo colpo). A seguire Riccardo Crosa, papà di Rigor Mortis (tra gli altri) e sul quale avevo fatto un pensierino.
Un grazie a Marco Addati che col suo stile ironico e sognatore mi ha dato alcuni spunti utili e pure a Valentina Modica che mi ha addirittura creato un bozzetto “al volo” sfoggiando un intuito davvero acuto nel cogliere l’idea di fondo. Loredana Vega mi ha proposto qualcuna delle sue fotocomposizioni, molto belle… anche io avevo fatto una fotocomposizione, ma solo vendendo le sue (anni luce migliori delle mie) ho capito che dovevo smettere e puntare sul disegno creato ad hoc… da qualcun altro. Un grazie a Isotta Sturlese: il suo tratto delicato, quasi magico nel chiaroscuro, mi ha indirizzato verso il disegno a colori e fatto capire di cosa avevo bisogno dentro al disegno. Manuela Avano mi ha bombardato di suggerimenti su ambientazione, messaggi grafici e stile (l’idea di citare Hugo Pratt mi è piaciuta molto) e Cristina Pezzica che mi ha dedicato un lungo commento sulle copertine realizzate da me, preciso e puntuale: grazie, la tua critica è stata utile e soprattutto costruttiva! Marco Della Verde che mi ha proposto il suo stile fumettoso e colorato e infine Simona Trivisani, che mi ha passato un nutrito elenco di artisti tra cui quelli appena citati. Tutti voi mi avete dato suggerimenti, disegnati o scritti o entrambi, che ho amalgamato, mescolato, lasciato decantare e infine cucinato a puntino. Con una ricetta simile ho liberato la mia creatività lungo binari molto più precisi di quelli che mi avevano portato a disegnare un piatto rotto… in altri termini mi sono chiarito bene le idee su cosa volere e cosa non volere da titolo e copertina.

A quel punto ho trovato anche la “mano” giusta, quella di Gianluca Serratore, disegnatore dello splendido Zeto un “supereroe” con il naso da clown, che ha accompagnato tante letture intense e commoventi. cov_torto_0-0

Ed ecco il risultato passo dopo passo, dal bozzetto iniziale, al disegno dettagliato, al colore..

Cov_TORTO_0.6-V.png…e già così avrei detto “wow” va bene!

però così è proprio tutta un’altra cosa. Un paio di aggiustatine sul testo in basso, ma posso dire che ha colto tutto quel che c’era da cogliere di Conrad e del suo mondo: luci e ombre.

copertina

E adesso c’è da rimontare il file e-pub con la nuova copertina, attendere che Amazon faccia il suo lavoro e poi… dirlo a tutti.

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La Copertina

Stavolta voglio disegnarla io, come ho fatto per il Torto della Torta e le idee son venute subito fuori, complice un “selfie” scattato il giorno di Pasqua dove fotografo la mia ombra che si proietta sullo sfondo di una tomba etrusca del VI secolo a.C.
Ovviamente nel risultato finale non comparirà nulla di quanto fotografato, se non in maniera molto velata. L’idea c’è.

OmbraGrigiaOra c’è da ritagliare, vettorializzare, mettere gli effetti, rendere l’ombra un po’ meno innocua e, soprattutto, del colore giusto, aggiungere gli altri elementi della storia tra cui una bella coda di scorpione gigante, rune insanguinate a piacere…

…come come? Cosa ci facevo il giono di Pasqua davanti ad una tomba etrusca invece che starmene seduto davanti ad un tavolo a fagocitare costatine d’abbacchio impanate e fritte (slurp)?
Non amo passare una bella giornata chiuso in casa, molto meglio l’aria aperta e quello che si può scoprire avendo in dotazione un buon paio di scarpe, fiato e una famiglia che ti segue ovunque.
Infatti la strana appendice che penzola dall’ombra, proiettata sulle rocce nella parte bassa della foto non è il mio braccio, ma la gamba di mia figlia che sta dormendo nello zaino.
La zona è… da qualche parte lungo la costa Laziale, nell’entroterra compreso tra la minuscola Furbara e il poggio del Sambuco, all’ombra dei Sassi del Sasso, lungo le rive del fosso del Gufo.

A leggere bene una carta topografica vera si scoprono nomi che nulla hanno da invidiare a quelli che si trovano dentro un buon prodotto di narrativa!