Il cielo – 2

Per gli altri pianeti presenti ho messo qui alcuni fantasmi illustri, primo fra tutti Vulcano, il primo pianeta del sistema in onore a due grandi della scienza (e della fantascienza): Leonard Nimoy (il signor Spock) e Urbain le Verrier che ha contribuito a scoprire il pianeta Nettuno, in seconda posizione c’è Tharamys e poi viene Avrenim, che invece è dedicato a Harry Turtledove (formidabile studioso di storia bizantina e geniale creatore di Ucronie) e occupa l’estremo superiore della fascia abitabile del sistema. Più oltre…  almeno un gigante gassoso ci vuole, meglio due e se uno dei due lo faccio bello massiccio posso mettergli una “terra” da circa 12000km di diametro come satellite. Con un effetto-serra bello robusto potrei persino renderla abitabile. Freddina, forse, ma abitabile. Uh… come sta diventando affollato questo sistema solare!  Per il re del sistema ci vuole un nome degno… e allora Ger-Mazin dal maglio invincibile con suo figlio Dizer-Gren dalla forgia infinita transitano ben visibili con un periodo di 10 anni (il gigante gassoso e il suo satellite gigante) e più lontano Geej il guaritore. Perché nomi di divinità Naniche? Perché sono i primi che mi sono venuti in mente, ma se ci si sposta nei reami del Nord diventano Einungis (l’Unico), sua “madre” Kvarslamar (la Salvatrice) che non lo lascia mai e Dairfgaìs (figlio dell’Unico, colui che porta la vittoria con la pace) e che tornerà il giorno del suo crepuscolo per giudicare i vivi e i morti, condannando chi ha avuto una condotta morale deprecabile alla dannazione eterna e concedendo un paradiso di beatitudini molto terrene a chi invece… dove ho già sentito la storia di uno che ingravida una mortale divenendo padre di se stesso? Uhmm… paese che vai, mitologia che trovi. Ai navigatori nordici non importa molto chi è padre di chi, gli basta trovare la rotta per il fiordo di casa.

Mi tengo la nomenclatura Nanica, comunque: è quella che ricordo meglio.

Tra Avrenim e Ger-Mazin ci piazzo una bella fascia di asteroidi che ci sta bene, mentre oltre Geej altri due giganti minori non visibili ad occhio nudo. Gli unici che hanno la tecnologia per osservarli… forse dovrei dire avevano erano i Daikiniti, ma loro son stati spazzati via eoni addietro. Draghi e Beholder potrebbero riuscirci… e magari mi invento qualcosa al riguardo. In fondo ci sono i giganti ghiacciati: elementi della nube cometaria che sono riusciti ad addensarsi in pianeti dove acqua, ammoniaca, metano, idrogeno molecolare e polveri cosmiche hanno sostituito la roccia, il magma, l’atmosfera e tutto il resto. Mondi dove l’atmosfera è ricca di metano, piovono idrocarburi su oceani di metano, i vulcani eruttano “ghiaccio fuso” e vapori di ammoniaca che formano nubi lucenti in mezzo allo smog di idrocarburi che appesta l’atmosfera.

Ora devo dedicarmi a posizionare un po’ di oggetti celesti diversi, anche perché la posizione di Tharamys nel cielo è… particolare. Poche stelle vicine e della stessa classe spettrale: questa non è una galassia, ma un ammasso globulare molto tranquillo. Non ci sono galassie:  come ho detto si tratta di un multiverso 6D, per cui là dove le condizioni del continuum lo consentono, ci sono gli accessi per i cosiddetti “universi-tasca” (pocket universe) o piani di esistenza connessi, anomalie spaziotemporali simili a quella situata all’interno di Tharamys, altri oggetti ancora più strani tutti da immaginare… il cielo è comunque pieno di cose che brillano, che sono abbastanza costanti come posizione (ovvero cambiano posizione in modo significativo nell’arco di alcune migliaia di anni) e che fanno parte di costellazioni più o meno facili da distinguere. Molte divinità, o entità che si definiscono tali, fanno credere ai loro fedeli di essere presenti in cielo sotto forma di costellazione. Quindi il cielo, per un credente di Eplor, per dire, appare diverso da quello dei seguaci di Lalof-Sal il verm… ahemm… il sempreverde. Sebbene gli oggetti celesti siano sempre gli stessi, raccontano leggende diverse. Ciò che conta tuttavia non è la leggenda in se, ma lo scopo: ritrovare facilmente la posizione degli oggetti celesti e con essi l’orientamento. Finché la tecnologia non ha sfornato alcuni strumenti di navigazione realmente utili come la nerranssapmok Nanica, ci si poteva orientare con l’aiuto del sole (di giorno), della magia (a conoscerla) e delle stelle (di notte). Mentre non c’è nessuna difficoltà a riconoscere il sole e capire dove sono est e ovest (e di conseguenza nord e sud), distinguere una stella da un’altra è un pelino più complicato. Cioé: non è difficile, ma è uno “sport” che richiede precisione e non consente errori. In molti paesi si utilizza ancora il metodo basato sugli oggetti celesti, nubi permettendo, o sulla magia: molti incantesimi di navigazione sono relativamente facili se non si commettono errori fatali.

 

 

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Il Calendario – continua

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Avevo scritto che dalle parti di Tharamys non è saggio chiedere ora e, soprattutto, giorno. Razze diverse, culture diverse, calendari che si incrociano: questa informazione, su Tharamys, può assumere moltissimi significati differenti. I Kireziani hanno adottato un conteggio brutale, per venire incontro alla maggior parte dei popoli con cui hanno affari. Hanno cifre, numeri e valute al posto del sangue e si trovano benissimo ad appuntare giorno e stagione con una lettera e un numero. E60 il compleanno di Conrad, I75 partenza di Dorian per Malichar, oggi è il 3848I87 (varianti 48I87 e I87 per l’uso più comune) e contano gli anni dalla fondazione del primo impero di Maor, il loro maggior cliente. Anche se lo chiamano calendario stagionale, poiché la lettera indica la stagione in corso e il numero è quello del giorno, di stagionale il calendario Kireziano ha ben poco. Per il tipo di calendario scelto, come vedremo tra poco, i Maorni prima e i Kireziani poi, hanno perso molti giorni fino ad avere un autunno caldo e secco nei primi venti giorni, un’inverno piovoso e una primavera gelida.

L’anno siderale di Tharamys dura 360 giorni, ovvero rotazioni del pianeta. Il pianeta ruota su se stesso una volta ogni 87600,53 secondi, pari a 1461,7 minuti cioè 24 ore e 20 minuti (più o meno, sto aggiustando i conti).  La conclusione è che ogni ora su Tharamys è più lunga di una 50ina di secondi. L’aspetto fondamentale è che non ci sono grosse discrepanze tra il numero di rotazioni del pianeta e la sua orbita. Quello che cambia è che il calendario viene quasi uguale a quello terrestre: 360 giorni, più un avanzo che ogni quattro anni porta ad aggiungere un giorno al calendario e ogni centoventotto un ulteriore giorno.

I Maorni che crearono questo calendario (ma con suddivisione in mesi da 30gg) non considerarono l’aggiustamento secolare perdendo un giorno ogni cento anni, come per il calendario Giuliano. I Kireziani rifecero i conti e si accorsero dell’errore più e più volte, ma a loro importava poco: grandi mercanti e contabili a loro interessava che i contratti stipulati restassero di lunghezza invariata e se di secolo in secolo si perdeva un giorno poco importava e introdussero la “correzione” in un colpo solo al cambio di calendario la cui transizione richiedette vent’anni. Invece del vecchio computo con i mesi scanditi dalla luna venne introdotto quello attuale basato su equinozi e solstizi e considerato, a ragione, infallibile. Dalle nostre parti c’era un “calcolatore astronomico” molto preciso e accurato vecchio di 5000 anni circa: Stonehenge (i primi elementi sono stati costruiti nel 3100 aC) e oggetti simili si trovano, anche se meno ingombranti, un po’ ovunque su Tharamys. Visti i problemi che i sapienti di ogni casta combinano con le date, meglio avere degli strumenti stabili e precisi. I Nani sono maestri nella costruzione di simili manufatti, anche se a loro non servono granché: vivendo sottoterra la maggior parte del tempo il loro calendario è di tipo geodinamico ed essi sono in grado di percepire le variazioni cicliche del campo magnetico e gravitazionale dovute alla forma del pianeta e alla posizione di sole e luna. D’altro canto se qualcuno li paga per tirare su pietre con la massima precisione possibile, chi sono loro  per rifiutare un bel po’ d’oro in cambio di qualcosa che a loro non solo piace fare (lavorare la pietra), ma li diverte proprio? I calcolatori solari sono presenti in ogni continente di Tharamys dove sono presenti umani e Nani. Agli elfi invece importa poco. Popolo narcisista congenito sono consapevoli dei cambi di stagione perché la natura gli parla e loro le obbediscono. Se nevica è inverno, se spuntano nuove piante è primavera, fa caldo, sbocciano fiori e c’è abbondanza di frutta è estate, cadono le foglie è autunno: facile no? Sicuramente lo è per chi può misurare la propria vita in secoli.

Anche se le giornate su Tharamys sono un pelino più lunghe che sulla Terra, la suddivisione del tempo rimane pressoché la stessa. I vari momenti della giornata: alba, mattino, mezzodì, pomeriggio, tramonto, sera, notte in tutte le culture rimangono invariati. La luna fa la differenza: più grande e vicina non ruota in sincrono, ma ha una regolarità che la nostra si sogna (il bello di fare il demiurgo…): completa una rivoluzione esattamente ogni 28 rotazioni del pianeta principale, e ha periodo di rotazione identico a quello del pianeta principale (attenzione: non me ne sto fregando bellamente della legge di conservazione del momento angolare, ma aggiusterò massa e densità del satellite in modo da far tornare i conti, se mai fosse necessario). Quasi come la nostra luna. La differenza sta nel verso: luna e Terra sono sincrone, con qualche librazione che consente di vedere più del 50% della superficie “nascosta”. Qui invece abbiamo la luna che ruota su se stessa come il pianeta principale solo in senso antiorario, che succede? Succede che ogni giorno la luna ha una faccia diversa, letteralmente. Gli abitanti di Tharamys possono tracciare, da terra, una mappa dell’intera luna e qualcuno lo ha fatto. La variazione della superficie mostrata si combina poi con le fasi del ciclo lunare di 28 giorni e questo permette di usare la luna come un calendario perfetto. Lleendir e Pelagòs hanno calendari lunari, sono popoli legati al mare e da sempre hanno bisogno di sapere quando arrivano le maree e quanto saranno intense… e quando la luna sarà allineata col Sole (maree massime). Per contro il calendario sinodico (lunare) ha un problemino non da poco: non è per niente allineato con quello siderale o meglio, data la discrepanza tra anno siderale e anno sinodico di circa 24 giorni (+6 ore, 9 minuti ecc…) i due calendari non coincidono mai, o meglio: quello siderale e quello sinodico non hanno mai coinciso da che Adra è stata colonizzata. Neanche gli elfi, che vivono su Adra fin dai tempi di Daikin-Jadam di cui ricordano solo il cataclisma, hanno memoria di una ripetizione del calendario sinodico rispetto a quello siderale e a loro la luna piace assai. Insomma se sulla terra, che ha un ciclo lunare molto meno variegato poiché è sincrona e mostra sempre la stessa faccia, su Tharamys il termine “lunatico” è ancora più carico di significato.

Nel prossimo articolo ci sarà ancora un calendario, quello Malichano. Tutto ‘sto giro di calendari mi è servito solo per “avvicinarmi” a quello centrale per la narrazione dei libri 4 e 5.