Un Piatto Freddo

UnPiattoFreddoChe sarà mai? Un’insalata di riso? Del Vitel Tonnée? O un bel piatto di prosciutto e melone?  Fosse che fosse qualcosa di più indigesto o… inquietante? Sì, lo so che la foto che ho scelto è inquietante. Contiene anche una citazione lovecraftiana se è per questo. A rischio di sembrare banale “Un Piatto Freddo” sarà il titolo del prossimo libro, che uscirà non prima di gennaio 2018. Ho ripreso in mano “il furfante derubato” e mi sono reso conto che, aldilà del titolo opinabile, c’erano parecchie cose che non funzionavano a cominciare dal punto di vista.  In un giallo è fondamentale che rimanga sempre sul detective o il lettore rischia di disporre di più informazioni di quelle minime necessarie per risolvere il mistero e anche per colpa di questo aspetto chi ha letto la “beta” ha sgamato il colpevole entro le prime cento cartelle (su quasi trecento cartelle di testo).
Non solo. Il criminale deve avere uno scopo preciso e deve essere intelligente. Non c’è nessuna bravura per il detective se riesce ad incastrare un cretino. Anzi: impiegare quasi trecento cartelle per incastrare un cretino implica che il detective non è poi ‘sto granché.
Il che ci potrebbe anche stare: la mia editor ha definito Conrad “un polletto”, di quelli che a 12 anni si credono uomini belli e fatti, salvo poi scartavetrarsi la faccia nel tentativo di far crescere la barba.
In questa storia a crescere non sarà solo Conrad, che da polletto si trasformerà, lentamente, in una persona responsabile e accorta, ma anche Diana e La-Wonlot e il trio prenderà sempre più affiatamento. La storia racconta di come i tre affronteranno la minaccia del ladro di carri e di come crescerà la loro amicizia. Corad non mancherà di mostrare quanto ha bisogno di una ragazza e di collezionare figure barbine al riguardo, nonostante i tentativi di darsi un tono.
E però c’ è sempre il gelido piattino di cui sopra, che nella foto compare la mia pianta di peperoncino durante l’ultima nevicata a Roma, che fa da “leit motif” della storia e che poco o nulla potrà l’amicizia, i buoni propositi e tutto il resto. La vendetta arriverà e colpirà, ma sarà difficile accorgersi di quale vendetta e di chi: in questa storia sono in tanti a cercarla e ad ottenerla che diventa difficile capire chi, tra tutti, vince in una gara dove ognuno pensa di essere il vincitore.

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I Razziatori di Etsiqaar V 4.10

Nuova revisione per questa stesura, che ora è completa della sezione dedicata ai giocatori di ruolo. Così chi lo desidera può trasformare più facilmente il libro in un’avventura per il suo GdR preferito.

Ho aggiunto tre capitoli, necessari perché uno dei retroscena giungeva troppo tardivamente all’attenzione del lettore, perché i personaggi di Diana e La-Wonlot erano altrimenti troppo scarni e privi di motivazioni, perché… è inutile che mi nasconda dietro a un dito: mi sto affezionando a Conrad Diana e La-Wonlot, sono una via di mezzo tra gli amici che non ho mai avuto e i figli che sono arrivati e, forse, arriveranno ancora.

Ora la storia è completa e toccherà all’editor darsi da fare per scovare tutto ciò che non funziona (ma stavolta è davvero poco), quello che può rendere meglio e quello che invece va mantenuto perché buono, mentre l’amico e collega Gianluca Serratore si dedicherà alla cover.
Quando l’editor mi consegnerà il lavoro passerò alla stesura definitiva e alla pubblicazione.

Zeus, Zeus! Chi l’avrebbe mai detto che scrivere un libro richiedesse tanto lavoro? E questo è il più corto dei romanzi che ho tirato fuori dal cassetto… gli altri sono molto più lunghi.

Spero non abbiate troppa fretta di leggerli. Voglio farli bene… e vedo arrivare la 5a stesura per i razziatori.
I tre nuovi capitoli hanno portato a galla alcune fragilità della trama di “background” che devo correggere, o mi crolla tutto l’impianto del romanzo successivo (giunto alla terza stesura) e del quarto (fermo alla ver. 0.17) e insomma avrei qualche bruciore di stomaco.

La buona notizia è che sto procedendo all’editing dei Razziatori: con la nuova stesura e le (poche spero) revisioni il romanzo sarà pronto per la pubblicazione in breve tempo.
Altra buona notizia: stavolta sarà corredato di Glossario, appendici storico-culturali e materiale per GdR così da permetterne facilmente la trasformazione in avventura per il proprio set di regole preferito: ci sono mappe, schede sintetiche dei personaggi, descrizioni extra… tutto quello che serve per mettere un party di avventurieri alle prime armi, come Conrad, di affrontare la situazione altrimenti imbarazzante di avere una banda di razziatori equipaggiata di tutto punto contro.

Il Torto

Un torto cos’è? È un’ingiustizia, pura e semplice. Non importa se riguarda un crimine odioso o un innocente furto in cucina: essere accusati e poi condannati ai lavori forzati nelle stalle per un furto mai commesso è un torto che Conrad, dall’alto dei suoi dodici anni appena compiuti, non è disposto a subire. Fin qui è tutto chiaro. Tuttavia non ci troviamo certo nella nostra cara vecchia Terra, tra confortevoli mura e cucine a gas capaci di sfornare una gustosa crostata di visciole quasi da sole, in appena mezz’ora di cottura come per magia. Siamo a Tharamys: una terra dove la magia è di casa e NON sforna crostate né altri dolciumi. Una terra dove morire è facile e a volte basta tentare di scoprire il vero ladro di una… torta.

Bene, stavolta gli ingredienti li ho messi tutti, ma tanto la storia… almeno chi ha seguito le mie peripezie letterarie fino a qui, la conoscete già tutti. Un buon editing, un bravissimo grafico, la mia chitarra (modestamente) e una storia scritta con cura passione e attenzione per chi legge, vi aspettano. Chi l’ha già scaricata sul proprio kindle dovrebbe ritrovarsi con la copertina disegnata da  Gianluca Serratore, il grafico che ha dato un volto a Conrad.

copertina

Anno nuovo, storie nuove…

copertina2

Come promesso un po’ di tempo fa, stamattina alle 1.30 la nuova versione del Torto della Torta è stata inviata per la pubblicazione. Per la precisione è la 4.9.1 ovvero  4 riscrittura integrale, 9a revisione e 1 perché alcuni termini della 4.9 ho scelto di cambiarli: non erano coerenti con l’ambientazione. L’accenno al diavolo, per esempio, nelle imprecazioni “Che diavolo” o “Diavolo d’un… ” sono state sostituite con altre più consone ed altrettanto evocative.
C’è una nuova introduzione, due capitoli in più, il testo è stato revisionato e portato “al presente” in modo da renderlo più scorrevole e spero anche piacevole da leggere. Il punto di vista è stato portato al narratore onniscente non focalizzato, così da offrire una panoramica più ampia sull’ambientazione e tu che leggi questo blog sai quanto lavoro c’è dietro.
Grazie al lavoro di un editor professionista (www.editorromanzi.it), sono riuscito ad esprimermi in modo molto più chiaro e, spero, accattivante.

E poi numerosi ringraziamenti li meritano i beta readers che mi hanno, con pazienza certosina, fatto notare tutti gli errori di punteggiatura, doppie dimenticate e altre sviste più o meno da matita blu. C’è pennablu che non legge e revisiona nulla… ma ha una piccola community di readers molto simpatici, l’amico AlexBi, Triarius e Morgana D. Baroque che mi ha dato una bella iniezione di autostima.
Con l’occasione ho aggiornato il layout grafico della copertina, ma non ho cambiato l’ID del libro così chi lo ha già scaricato… si anche quei 53 che lo hanno ottenuto gratis durante il periodo di lancio, potrà ricevere la nuova versione  gratis et amore dei direttamente sul proprio kindle e stavolta, spero, avrete tutti voglia di lasciare un commento al riguardo.
Le altre “opere” presenti verranno rimosse, editate con qualità uguale o superiore a quella del “torto” e ripubblicate, conto di offrire “I Razziatori di Etsiqaar” in promozione per 3gg appena conclusi beta-reading ed editing. Per il Furfante Derubato invece non so neanche se manterrò il titolo, quindi… attendere, prego.
I prezzi cambieranno… d’altro canto l’editing ha un costo che in qualche modo devo recuperare.
Entrambe i romanzi sono stati riscritti più volte, con l’ultima riscrittura li ho portati “al presente”, operando al tempo stesso dei doverosi tagli su “luoghi mitici” e “battaglie famose” di cui alla trama non importa una bega, b come Savona.  Che poi sul blog, su wattpad e altre piattaforme compariranno racconti & novelle dove sperimento formule narrative differenti come “Rituale di Sangue” e “Il diario del capitano Sarralga“. Lo studio sulle modalità narrative, sulle tecniche e gli stili di scrittura rappresentano una nuova sfida. Fino al mio incontro con l’editor di cui sopra non mi ero mai preso la briga, sbagliando, di considerare qualcosa di diverso dalla “narrazione al passato con narratore onnisciente”.
Ecchepp… pardon, che noia!
Il nuovo narratore non è onniscente anzi: il suo punto di vista salta da un personaggio ad un altro, sa tutto di un personaggio fino all’istante presente e ignora beatamente cosa accadrà in futuro, mentre del passato sa solo quello che il personaggio ha vissuto e conosciuto. Insomma un ingrediente in più per dire… e dai, sfoglia pagina e scopri che succede. In ogni caso niente “epici scontri tra bene e male”. Un mondo “Fantasy” non vive solo di quello, c’è la vita di tutti i giorni fatta di eventi relativamente comuni come il passaggio di un drago in lontananza, lo scandalo causato dalla “distrazione di fondi pubblici” per la realizzazione della nuova cinta muraria o un sacerdote di Wu-Masau che officia un rito per la contaminazione delle acque di una città. I miei “cattivi” hanno degli scopi, si muovono e agiscono per perseguirli. Non se ne stanno rintanati nel loro INESPUGNABILE castello, con un drago pazzo legato in cantina, ad aspettare che l’eletto venga e gli faccia elegantemente le scarpe. Ogni riferimenti a libri attualmente pubblicati deve considerarsi accuratamente accidentale. Cerco di rendere i miei cattivi “naturally born assholes” e scusate il francese se siete cattolici, e fargli perseguire un fine coerente con la loro natura. La cosa divertente è che in questo modo rischio di far vincere i cattivi… cattivi… ma saranno veramente cattivi o, piuttosto, si tratta solo di una diversa interpretazione delle parole Bene e Male? Poco importa: nel Torto della Torta questa distinzione è ancora abbastanza netta, del resto è un raccontino di appena 82500 battute.

Per l’Ombra Scarlatta invece ci sono tempi lunghi: le 450 cartelle di cui è composto vanno ben oltre il limite di Tolkien e c’è molto da tagliare, revisionare e poiché ha ancora la struttura impostata “al passato” richiederà almeno una riscrittura completa. La trama è bella complessa, ci sono una decina di personaggi tra principali e secondari, più decine di comparse, tanto fumo e tantissimo arrosto che voglio cucinare a puntino.

Poi c’è il mio “guanto artigliato”, la storia numero cinque che per ora ha un titolo provvisorio “Il ladro di sogni” e che andrà a perturbare i sogni di alcune pulzelle malichane, ma pure di qualche “pulzello” che si ritroverà a… no, non dico nulla, ma mi ricordo di un romanzo cyberpunk in cui c’era un cacciatore di “taglie” che, su richiesta dei propri clienti, colpiva chi “rubava” proprietà intellettuale e, protetto dalla legge, acchiappava, paralizzava, scuoiava e trasformava le sue prede in oggetti d’uso comune ancora senzienti. Oggetti che i “clienti” potevano esporre come trofeo di fronte ai propri visitatori.
“Guarda: questo qui vendeva i cd clonati delle mie canzoni a dieci dollari l’uno… ci guadagnava più di quanto guadagnavo io su ogni copia” e sventola sotto il naso dell’ospite un paio di cavetti audio ad altissima fedeltà. Peccato che la debole corrente elettrica che li attraversa si tramuti in un’atroce tortura per l’ex pirata discografico.
Stai forse pensando che il mio “Ladro di sogni” sia un mago pazzo che trasforma poveri fanciulli e innocenti figliole in oggetti d’uso comune come scovoli per il wc e pentole da cucina? In un mondo simil-medievale il wc non esiste: ci sono latrine, pitali, comode o modernissimi “setteloit” (anagramma un po’ ‘sta parola?) malichani con pozzo nero caricato a melma disgregante, eccellenti per far sparire i bisogni corporali ed anche qualche scomodo… cadavere. Invece Malichar ha una fiorente pseudo-industria artigianale per la produzione di oggetti magici. Vedere un povero diavolo, anche se a Tharamys di diavoli non ce ne sono, tramutato in pitale vivente è troppo e comunque decoerente rispetto all’ambientazione. Invece una bella scena alla Nightmare, con un pimpante emulo in chiave fantasy del mio amico Freddie Kruger, continua ad ispirarmi nella costruzione di un guanto con cinque pennini al posto delle unghie.

Torno a scrivere. Se stanotte fate un incubo scusate, colpa mia, lo richiamo subito… se riuscite a svegliarvi in tempo però è meglio.
Nottenotte…

 

Il ladro di sogni e altre storie

Il nuovo capitolo delle avventure di Conrad è in lavorazione. Stavolta c’è poco da stare allegri… cioè come al solito. Il povero ragazzino dovrà vedersela, stavolta, con un mago piuttosto abile nel manipolare i sogni delle sue vittime. Addormentarsi, chiudere gli occhi e sognare, potrebbe diventare… letale e il risveglio tutt’altro che scontato. È che dopo essermi sporcato il fondo dei calzoni, quando ero tredicenne, con “Nightmare: dal profondo della notte” mi son detto: perché non regalare certe emozioni anche alle nuove, deste, generazioni? (Oh! Pure in rima!)

Non starò a scomodare Freddy Krueger per questo scopo e, come sempre, lavoro per creare una storia coerente. Freddy usava il soprannaturale in un mondo razionale e per questo era invincibile… fino a che nel 5° sequel anche gli “eroi” lo imitano, riescono a distruggerlo con un contrappasso allopatico e pongono fine alla saga. La cosa non piacque a Freddy che nel 6° sequel uscì dalla pellicola e tentò di fare fuori gli attori e gli autori responsabili della propria fine. Episodio godibile come idea, ma assolutamente non all’altezza del primo.

Il mio ladro di sogni (ovviamente è il titolo provvisorio) non può permettersi una strategia simile: la storia è ambientata a Malichar, il paese con la maggior concentrazione di maghi al mondo… o almeno uno dei più popolati, e delinquere non è per niente semplice se, come si è visto ne “il furfante derubato” con un incantesimo ben piazzato si scoprono tante cose quante ne vede un coroner del CSI. Lanciare un incantesimo desta sempre attenzioni indesiderate e ci vuole… accortezza oltre ad un ottimo motivo per usare la magia per delinquere.

L’idea di base è dunque far arrivare le “rogne”, il conflitto, attraverso un piano non convenzionale: quello dei sogni, ma il “movente” be’ quello è una sorpresa. 

Ho sempre ben cara la scena del guanto con i rasoi che stride contro i tubi della caldaia, mentre la vittima fugge inseguita da un orrore senza nome… dritta verso il suo destino. 

Per riproporla qui… mi rendo conto che, senza volerlo ho gettato nell’ombra scarlatta (il romanzo che dovrebbe uscire a gennaio) i semi di questa storia. 

Quali semi? Gli incubi, quelli con l’orco-sacerdote dall’inutile, quanto letale pugnale a 4 lame.  Vedere gli incubi trasformati in realtà è una cosa che mi ha sempre affascinato fin dalla prima volta che mangiai pesante: nella notte srguente il fiero pasto la mia cameretta si riempì di micidiali piante carnivore. Il sogno fu talmente intenso che al risveglio le vedevo ancora, coi loro tentacoli protesi verso il mio lettino. Avevo forse tre anni, ma a ripensarci… non avevo mai urlato tanto in vita mia e nemmeno l’arrivo di mio padre, nemmeno la luce accesa, niente riuscì a far svanire quei maledetti viticci ipertrofici. 

Per mia fortuna era, appunto, un brutto sogno molto intenso. Però quando, dieci anni più tardi, vidi Robert Ludlum nei panni di Freddie Krueger non potei non provare qualche brivido. Sapevo perfettamente di cosa si trattava.

Credo che il povero Conrad, ma pure La-Wonlot, Diana e la new-entry Estrella Enchizo del Gremío y Almacen rimpiangeranno con nostalgia gli orchi, gli scorpioni giganti e i sacrifici umani a Wu-Masau appena affrontati. Oh Be’, ma se mi metto a raccontare una storia che comincia con:” Era una mattina tranquilla…” la faccio proseguire con “tutto procede normalmente” e terminare col classico “…e vissero felici e contenti” a quale pagina vi fermereste a leggere? Io dico 2.

Buone letture… e sogni d’oro (finché potete).

Rileggere(1), riscrivere (1)…

…rileggere (2), riscrivere (2)… […] rileggere( n-1), riscrivere (n-1), rileggere (n), riscrivere (n), rileggere (n+1), riscrivere (n+1)…

Al momento l’Ombra Scarlatta ha (n) pari a 16, ma non escludo che possa crescere ancora. Non ho lettori Beta disposti a smazzarsi più di 300 cartelle di romanzo, tutt’altro che completo. Probabilmente mi toccherà darlo in pasto a un editor o a qualche altro professionista capace di leggere e di fucinacommentare in modo preciso. Il guaio è che un editor costa mediamente 4-5 euro a cartella editoriale (circa 1800 battute, spazi e punteggiatura inclusi)… e che fare questo lavoro per il mio romanzo mi porterebbe a spendere più di 1500 eur per qualcosa che non so proprio se “vende”. Comincio a ragionare in termini che non mi piacciono. A me piace creare mondi. Non mi piace “ingegnerizzarli” in modo da minimizzare i costi così da massimizzare il profitto.

Durante l’ultima rilettura ho trovato un paio di incongruenze che necessitano di ulteriori spiegazioni… nuove cartelle da aggiungere e, giocoforza, ulteriori costi. Ne varrà la pena? Di sicuro mi sto divertendo a scrivere questa storia. Quello che mi piacerebbe ancora di più è di divertire chi la leggerà.
Vedremo. Se tu, che hai letto fin qui, vuoi proporti come lettore beta prego: naviga fino alla pagina facebook del blog e contattami oppure riempi il modulo di contatto qui sotto.

Editing, questo sconosciuto.

Forse iniziare un articolo con la frase “son caduto dal pero” non è il modo più elegante di iniziare un articolo, ma stavolta ci sta tutto. Finora ho scritto brevi racconti e una via di mezzo tra un racconto e un romanzo da 150 cartelle. La revisione del testo l’ho curata io, anche grazie all’aiuto di qualche amico volenteroso che mi ha dato una mano nel dare la caccia a quei fastidiosi refusi che il correttore automatico non è proprio in grado di individuare come “foca” al posto di “fioca”: un essere umano capisce subito che una lanterna non può illuminare con una luce pinnipede, un programma che si limita a controllare che una parola esiste nel dizionario di riferimento non segnala nulla.

L’editor invece svolge un altro tipo di lavoro, molto più vicino a quello che faccio io in fase di produzione, ma con un’esperienza che posso solo invidiargli. Controlla che i personaggi agiscano in modo coerente, cerca i buchi nella trama e li segnala, segnala i “luoghi comuni” ovvero quelle locuzioni superutilizzate (notte nera come l’inchiostro, piove a catinelle, d’improvviso vide alla sua destra… )  e che a uno scrittore di primo pelo come il sottoscritto sembrano persino belle da leggere… d’accordo, sto attento anche ai luoghi più comuni, ma mi accorgo che spesso, preso dal tirare giù la storia che ho in mente, non ci faccio caso.
È questione di tempo: con una storia di 150 cartelle riesco, se pure a fatica, a completare l’editing in circa sei mesi così come è stato per il “Furfante Derubato”. Con una di oltre 300 mi sono accorto che non ho il tempo, dato che questo aumenta in modo esponenziale rispetto alla lunghezza.
Ad esempio: “L’ombra scarlatta” ora sta fermo a causa di un paio di buchi che ho trovato e che tappare rischia di portare nuovi buchi più avanti.
Così sto cercando un editor, qualcuno che si prenda la briga di rivedere il testo mentre io faccio altro (ad esempio la copertina che giace immobile da un po’), anche se visti i costi: circa 1500 eur, credo mi convenga ingaggiare un grafico e editare il romanzo a mano… scherzo! Magari ci vorrà un po’ più di tempo, ma so che la fretta in questi casi mi è nemica. Nel mentre che cercavo la persona giusta ho dato un’occhiata ai lavori di alcuni esordienti, gente che si autoproduce come il sottoscritto. Ho trovato cose molto diverse come i lavori della mia amica Morgana D. Baroque e che sono decisamente ben scritti, cose che preferirei dimenticare  come “Le Glorie di Durindain” e che comunque non è il peggiore che abbia letto, ma solo il peggior libro leggibile che abbia mai incontrato. Per il peggio non c’è mai fine… ed è proprio vero!
Leggere questi altri libri, dicevo, mi ha permesso di capire che:

  1. Non son tanto male come scrittore, non sarò un Turtledove o un Cussler, ma me la cavo.
  2. Se metto da parte abbastanza soldi mi regalo la consulenza di un editor e una pubblicazione fatta con tutti i crismi.

Per ora correggo a mano… sarà dura, ma ci riuscirò.