7 motivi per cui è meglio non cavalcar draghi…

…non tanto facilmente almeno. La letteratura è piena di cavalieri in sella a destrieri più o meno interessanti. C’è stato Perseo in sella a Pegàso, ma non è stato mica l’unico. Astolfo e il suo Ippogrifo per citare un altro eroe leggendario… ma sicuramente il “top di gamma” delle cavalcature mitiche è il drago. Vedremo ora come questa specie di Rolls Royce dei cieli è piuttosto scomoda da gestire se non si ha una cultura ben solida.

In occidente il drago è una bestiaccia. Nella letteratura medioevale occidentale è sempre stato legato al maligno, complice un passo dell’apocalisse di S. Giovanni. Ma non è ch ei popoli nordici ne andassero pazzi: Miðgarðsormr è il drago che distruggerà l’albero del mondo rosicchiandone le radici e dando così inizio al crepuscolo degli dei, il Ragnarok. Ne consegue che a cavalcar draghi erano sempre personaggi legati a Satana e alle sue molteplici apparizioni, per i cristiani e per i nordici era “l’inizio della fine”. Nella letteratura Cinese e in generale nella mitologia orientale invece il drago è un elemento positivo, portatore di fortuna, di armonia, equilibrio… compare un po’ in tutte le culture, talvolta è un dio (per gli Atzechi è Qezalcoatl, il serpente piumato), talvolta no, ma comunque dotato di poteri soprannaturali.
Per vedere la figura del drago riabilitata anche in occidente, almeno in parte, bisognerà attendere la seconda metà del XX secolo.

1) Un drago vola veloce, mai sotto i 30km/h del volo planato o anche le sue ali prodigiose vanno in stallo (a patto di avere una bella termica sotto la coda), se no si sale fino a 80-90km/h. Per una creatura vivente è una signora velocità di crociera, date anche le dimensioni. Se pensate che questo non sia un problema vi invito a fare questo esperimento: viaggiate per una mezz’oretta a 30km o più con gli occhi ben spalacati, senza alcuna protezione.
Bene, ora procuratevi un buon collirio, che deve diventare ottimo se avete viaggiato per lo stesso tempo a 60km/h. Tutti i volatili hanno una membrana nittitante che protegge la cornea durante il volo. I draghi non fanno eccezione. Il pilota deve possedere una qualche protezione, magica o naturale, altrimenti dopo i primi dieci minuti di volo rimane semi accecato… e non è bello rimanere in questo stato quando devi far atterrare un bestio con un apertura alare degna di un jet.

2) Un drago ha la corazza. Le sue scaglie dure e leggerissime hanno la stessa struttura della pelle di squalo. Questa è chiamata anche “smeriglio” per via dell’effetto che ha sui subacquei quando accidentalmente vengono “strusciati” da uno squaletto di barriera. Ora immaginatevi che fine fa il fondello dei calzoni di un cavaliere, ma pure le cinghie di una sella dopo qualche ora di volo. Non parlo del fondoschiena del cavaliere solo per una questione di decoro.

3) Come mezzo di trasporto il drago è costoso. Sebbene integri la sua dieta con elementi di origine minerale quali quarzo, granito e metalli, predilige gemme ad elevato contenuto di carbonio (vedi alla voce diamanti) e metalli compatibili con la propria corazza, così da mantenerla in buona efficienza. In alternativa si accontenta di un quantitativo di vergini… o mucche (o altro animale di stazza equivalente) pari al suo peso ogni mese. Avete idea di quanto costa una mucca?

4) Come arma in battaglia: certo è un valido motivo per avere un drago, ma essendo senziente decide lui se attenersi agli ordini o suggerirne di migliori. Di certo non ha bisogno di un peso supplementare sulla schiena dalla vista corta, limitate capacità belliche (una spada ha un raggio d’azione inferiore al soffio e agli artigli del drago, una balestra colpisce più lontano, ma è imprecisa a causa delle condizioni di volo e comunque è inefficace contro un altro drago) e capacità intellettive ancora meno entusiasmanti. Un improbabile cavaliere, oltre ad avere dei calzoni davvero resistenti, avrebbe il ruolo di portafortuna… avete presente quelle cose che si appendono al retrovisore? Se volete che il vostro drago abbia un cavaliere dategli un valido motivo per compiere lo sforzo.

5) Impossibilità di usare armi convenzionali. Vediamolo da vicino questo “cavaliere” dei draghi: che arma usa? Una spada? E che ci fa in volo con una spada? Quando l’avversario è a portata (1,5 metri) la sua cavalcatura ha dovuto compiere una bella serie di acrobazie per permettergli di colpire… fa prima a colpire lei con la coda, gli artigli, il morso o il soffio. Una lancia come in Dragonlance? Certo, ma deve essere, come lunghezza, pari almeno al collo del drago così che, al momento buono, quest’ultimo si scansa in basso e il cavaliere infilza l’avversario. Come farà il cavaliere a recuperare la lancia che è rimasta nel corpo dell’avversario è un problema da risolvere e non è banale. Inoltre maneggiare una lancia lunga anche più di otto metri richiede una forza non comune il che aumenta di molto il peso che il povero drago deve caricarsi sul groppone. Le armi da tiro sono più leggere, ma hanno un limite legato alla modalità di volo del drago che, per ovvi motivi, fa su e giù a meno che non sia in picchiata o volo planato. Dunque l’arciere deve avere un’arma e capacità straordinarie per mirare stando in sella e in volo. Armi da fuoco? Be’ ho conosciuto draghi che avevano, come cavaliere, un pistolero, ma… avete presente la questione del soffio? Il drago in questione con un soffio ha tirato giù due elicotteri apache. Che gli fa una pistola a un elicottero? Altro discorso è se il cavaliere ha una RPG o un bazooka, la cosa diventa più movimentata, ma mi sa che stiamo uscendo fuori dal fantasy per entrare in un altro regno.

6) No, dai veramente: a che ti serve un drago? A far volare il tuo eroe e a farlo apparire figo? “Tostezza e Miticità non hanno prezzo (Po – Kung Fu Panda)”. Un drago è la creatura magica più potente che sia mai stata immaginata. Rappresenta per le creature magiche quello che il mito di Atlantide rappresenta per il genere umano. Si tratta di un archetipo complesso da gestire. Ci riesce Zelazny in spellsinger, ci riescono Weis e Hickman con Dragonlance, ci riesce un pochino Tolkien anche se fa cadere Smaug in un modo… ma possiamo perdonarlo perché lo Hobbit nasce come storia per bambini e, dopotutto, l’arma utilizzata non era proprio un’arma qualsiasi.
Se vuoi dare tostezza e miticità al tuo personaggio devi descriverlo in modo che il lettore lo veda tosto e mitico e non come uno sfigato che fa la voce grossa solo perché in sella a un drago. Drago che, viceversa, rischia di diventare poco credibile con un cretino avvitato sulla schiena.

7) Quindi? Non si può cavalcare un drago? Si, ma ci deve essere un motivo davvero valido per farlo. In spellsinger il drago accetta il suo cavaliere perché conosce tante canzoni e sa apprezzare la buona musica specie quando è in viaggio, inoltre le canzoni del suo amico umano hanno effetti magici molto potenti. I cavalieri di Dragonlance e i draghi metallici si alleano per un ottimo motivo (legato alla conservazione della specie). Tutti gli scrittori che hanno raccontato di draghi con un umano a cavalcioni, persino il tanto bistrattato Eragon, avevano un valido motivo per stare là sopra ed era un motivo coerente con la storia raccontata. In Dragonlance, per dire, la forgia di ogni lancia acquista toni epici al pari della creazione della sella. I dragonieri di Pern (Anne Mc Affrey) avevano un compito ben difficile da portare avanti come pure i draghi da loro allevati. Niente è stato lasciato al caso e il risultato è stato buono. Volare con un drago sotto al sedere gridando “Sono un cavaliere sull’orlo di una crisi di nervi, ho un drago e nessuna paura ad usarlo” se non ti chiami Ciuchino e non hai un amico dalla pelle verde che si fa chimare Shreck… lo vedi da te che non si regge.

Ricapitolando se il tuo “enroe” ha come cavalcatura un drago hai problemi logistici legati al volo “in sella” (a parità di altre cavalcature da più problemi), problemi economici legati alla vita quotidiana di un drago (alimentazione, alloggio, cure),  e di coerenza legati alla verosimiglianza rispetto all’ambientazione.
Problemi da risolvere PRIMA di iniziare a raccontare la storia. Aggiustare il tiro in corso d’opera è scomodo. Si creano incongruenze capaci di bloccare la scrittura per mesi o di far “ridere anche i polli”, altro che draghi. Certo se si vuole scrivere un libro umoristico questa è una mossa degna di un Prathett in gran forma, ma se l’intenzione è quella di sfornare la versione fantasy dell’Eneide… sono draghi tuoi, amico.

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