Che giorno è oggi?

Tharamis è un mondo complesso, l’ho già detto tante volte. Uno degli aspetti di cui mi sono reso conto è che in nessuno dei miei racconti, dei romanzi e quant’altro ho mai indicato uno straccio di data… non è che non l’ho mai indicato: me ne sono ben guardato.

Prendiamo la Terra. Siamo d’accordo che nel momento in cui scrivo quest’articolo è il 17 marzo 2017? Fidatevi: l’ho scritto in quella data.

Bene. Per gli ebrei è l’anno 5777, 2° giorno del mese di Nisan… se questo non è l’anno col mese in più e allora e Adar Sheni e se mi metto a cercare bene in rete trovo date ancora più creative basate su calendari lunari, planetari, solari, animali… e talmente tanti eccetera da procurare un mal di testa anche ad un computer.

Che data può esserci su una super-terra con 20 + 5 masse continentali, svariate specie senzienti, ognuna con una o più civiltà e religioni e tutte col loro calendario? Finora, nel “Torto” ho semplicemente accennato alle quattro stagioni… ed ecco spiegato il motivo.

Per i Kireziani i mesi non esistono, sono semplicemente numeri da mettere sulle date dei contratti, rigorosamente Anno dalla fondazione di Maor, stagione e giorno. I malichani contano gli anni dalla loro fondazione… e fin qui. Gli etsiqaasit hanno un calendario sinodico-periodico che ancora non si è ripetuto e come popolazione sono “antichi” quanto i malichani.  I Dei-Talant hanno un calendario sinodico-stellare con cicli di 19, 38 e 114 anni in cui il periodo orbitale preso in considerazione è quello della luna e non del pianeta Tharamys.

In Kirezia vivono decine di razze differenti, culture differenti con calendari spesso differenti legati anche ad aspetti tipici di una razza. Una razza con generazioni che si alternano ogni 1000 anni, come gli elfi, ha un calendario in cui le stagioni sono le settimane, gli anni i mesi e dieci anni sono un anno, per cui un contratto a 10 anni con un elfo potrebbe essere un periodo letale per un essere umano.

Poi ci sono i Nani che hanno un calendario basato sulle variazioni, 2 al giorno, che il passaggio della luna provoca nella crosta del pianeta. Le loro raffinatissime percezioni gli permettono di capire di quanti millesimi di metro varia la quota del tunnel in cui si trovano; sanno sempre quando la luna è allo zenith e se questo accade in congiunzione col sole o meno.

I draghi invece utilizzano le congiunzioni planetarie con un calendario stellare, ma a loro basta chiudere le membrane nittitanti per filtrare la luce solare e veder le stelle anche di giorno, se ne hanno voglia.
Gli orchi hanno un calendario locale, basato sulle ombre che la luce produce entrando da una fessura scavata opportunamente nella roccia: l’inizio del giorno è all’alba, mentre metà giornata è coincide col tramonto.

Anche se c’è sempre qualcuno che chiede “che giorno è oggi”, questa domanda è spesso rivolta a parenti stretti o persone che appartengono alla medesima razza, cultura e area geografica.
Gli indigeni finiscono col mettersi d’accordo sul fatto che è passato un giorno, anche se non sempre nello stesso momento e in quasi tutti i contratti viene riportato l’evento astronomico più vicino e il numero di albe per indicare quanti giorni sono trascorsi da esso. Da qui il calendario “ufficiale” kireziano: quattro “mesi” di circa novanta giorni ciascuno suddivisi in cicli di sette giorni per fare pace con il calendario lunare che tanto piace agli elfi di Nivalis. Una sigla come E60 non indica un’autostrada, o una strada internodale, ma il compleanno di Conrad: il sessantesimo giorno dell’estate.

Stabilito questo, se qualcuno domanda “scusate, che giorno è oggi?” si può star certi che  è straniero e viene davvero da lontano!

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