I Razziatori di Etsiqaar – V. 4.7

E così ho avviato la settima revisione della quarta riscrittura del testo.

Dopo aver introdotto la narrazione al presente, che considero il mio “marchio di fabbrica”… mi “intrippa” come si dice dalle mie parti. L’idea di raccontare dei fatti mentre avvengono, invece di usare i toni da “c’era una volta” tipici del genere che tanto mi appassiona, mi procura un bell’effetto e sicuramente spiazza chi ci si ritrova dentro.

Invece dei soliti “disse, prese, s’incamminò e si apprestò ad invocare il fulmine” ci si ritrova con “dice, prende, si incammina… ” tutte azioni che avvengono mentre la storia viene letta. Nessuno, tranne un veggente e non è detto che ci azzecchi, può sapere come andrà a finire la storia, nemmeno il narratore.

Chi ha letto la storia del titolo mi ha fatto notare che così diventa adrenalinica anche la descrizione di una sedia, ma su questo punto posso tranquillizzare tutti: non ho passato il tempo a descrivere sedie, tranne nel momento in cui sono state usate come armi.

Il “problema” della storia sono sempre i galantuomini indicati nel titolo e il loro numero da mille e una notte: sono in 40.

C’erano dei punti deboli nella storia, come il motivo per cui una fattoria debba somigliare più ad un rozzo castellaccio, ma uno ad uno li sto limando e sistemando in modo da far funzionare tutta la storia come un robusto meccanismo ad orologeria.

Questo mi ha dato modo di conoscere meglio uno dei miei personaggi: Diana Latàr. Si tratta di una ragazza dagli occhi azzurri e i capelli rossi, un po’ mossi che tiene spesso legati in una treccia, ma che si troverà a portare corti perché molto più comodi da tenere in ordine. Da ragazzina capricciosa e insofferente si ritroverà a cambiare e nel crescere diventerà determinata, coraggiosa e… be’, molto altro. Non mi va di rovinare le sorprese, ma modestie a parte sta diventando un bel personaggio anche lei.

Tutto il libro sta acquisendo dimensioni di tutto rispetto, se dovessi convertirlo in cartaceo si aggira intorno alle cento pagine, tavole e glossario esclusi. Ho deciso di includere un glossario per due motivi:

Ho creato moltissimi termini ad hoc per tutta l’ambientazione e data l’impronta “simil GdR” voglio facilitare il più possibile il compito per quei master che desiderano convertire la storia in una avventura per un party di personaggi.

Non so voi, ma quando finisco di leggere un libro che mi ha appassionato tanto, avere a disposizione altro testo che aggiunge informazioni all’ambientazione, mi permette di assaporare ancora un po’ le atmosfere create dalla narrazione e di sognarci sopra.

In questa settima revisione conto di chiudere tutti i buchi rimasti aperti, correggere gli errori e passare una sinossi completa all’amico Serratore, per fargli disegnare la nuova copertina. Mi è piaciuto il modo in cui ha interpretato Conrad e l’ha reso graficamente e sono sicuro che saprà dare forma al nuovo titolo in modo adeguato.
Ovviamente anche questo libro sarà aggiornato senza costi aggiuntivi per quei coraggiosi che hanno acquistato la loro copia con la versione 1.0 che è piena di errori e ha una storia… incompleta. In questa nuova versione oltre alla narrazione al presente ci sono almeno due capitoli in più e credo che presto se ne aggiungerà un terzo. Ovviamente la nuova versione cambierà di prezzo, c’è tempo fino a che non pubblicherò su Amazon il nuovo libro.

Ecco alcune delle tavole che sto aggiungendo: sono le piante degli edifici della “Fortezza”, la casa padronale dove si svolge parte della storia, lo schema della Fortezza che include la posizione degli elementi sotterranei e dei camminamenti… e devo ancora aggiungere la mappa della zona circostante col pascolo e la strada che collega la Fortezza con la pista che collega Nadear ed Etsiqaar. Mancano parecchi dettagli, non ultima la scala di riferimento, ma più o meno c’è tutto. Ah, la stanza contrassegnata con la parola “comoda” è il WC… da quelle parti non esiste lo sciacquone. Ho già accennato al fatto che l’atmosfera, entro le mura della fortezza, non è delle migliori? Be’ non ditelo a Conrad, lui ha l’olfatto sensibile.

FattoriaFortezzaLAtàr

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