Anno nuovo, storie nuove…

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Come promesso un po’ di tempo fa, stamattina alle 1.30 la nuova versione del Torto della Torta è stata inviata per la pubblicazione. Per la precisione è la 4.9.1 ovvero  4 riscrittura integrale, 9a revisione e 1 perché alcuni termini della 4.9 ho scelto di cambiarli: non erano coerenti con l’ambientazione. L’accenno al diavolo, per esempio, nelle imprecazioni “Che diavolo” o “Diavolo d’un… ” sono state sostituite con altre più consone ed altrettanto evocative.
C’è una nuova introduzione, due capitoli in più, il testo è stato revisionato e portato “al presente” in modo da renderlo più scorrevole e spero anche piacevole da leggere. Il punto di vista è stato portato al narratore onniscente non focalizzato, così da offrire una panoramica più ampia sull’ambientazione e tu che leggi questo blog sai quanto lavoro c’è dietro.
Grazie al lavoro di un editor professionista (www.editorromanzi.it), sono riuscito ad esprimermi in modo molto più chiaro e, spero, accattivante.

E poi numerosi ringraziamenti li meritano i beta readers che mi hanno, con pazienza certosina, fatto notare tutti gli errori di punteggiatura, doppie dimenticate e altre sviste più o meno da matita blu. C’è pennablu che non legge e revisiona nulla… ma ha una piccola community di readers molto simpatici, l’amico AlexBi, Triarius e Morgana D. Baroque che mi ha dato una bella iniezione di autostima.
Con l’occasione ho aggiornato il layout grafico della copertina, ma non ho cambiato l’ID del libro così chi lo ha già scaricato… si anche quei 53 che lo hanno ottenuto gratis durante il periodo di lancio, potrà ricevere la nuova versione  gratis et amore dei direttamente sul proprio kindle e stavolta, spero, avrete tutti voglia di lasciare un commento al riguardo.
Le altre “opere” presenti verranno rimosse, editate con qualità uguale o superiore a quella del “torto” e ripubblicate, conto di offrire “I Razziatori di Etsiqaar” in promozione per 3gg appena conclusi beta-reading ed editing. Per il Furfante Derubato invece non so neanche se manterrò il titolo, quindi… attendere, prego.
I prezzi cambieranno… d’altro canto l’editing ha un costo che in qualche modo devo recuperare.
Entrambe i romanzi sono stati riscritti più volte, con l’ultima riscrittura li ho portati “al presente”, operando al tempo stesso dei doverosi tagli su “luoghi mitici” e “battaglie famose” di cui alla trama non importa una bega, b come Savona.  Che poi sul blog, su wattpad e altre piattaforme compariranno racconti & novelle dove sperimento formule narrative differenti come “Rituale di Sangue” e “Il diario del capitano Sarralga“. Lo studio sulle modalità narrative, sulle tecniche e gli stili di scrittura rappresentano una nuova sfida. Fino al mio incontro con l’editor di cui sopra non mi ero mai preso la briga, sbagliando, di considerare qualcosa di diverso dalla “narrazione al passato con narratore onnisciente”.
Ecchepp… pardon, che noia!
Il nuovo narratore non è onniscente anzi: il suo punto di vista salta da un personaggio ad un altro, sa tutto di un personaggio fino all’istante presente e ignora beatamente cosa accadrà in futuro, mentre del passato sa solo quello che il personaggio ha vissuto e conosciuto. Insomma un ingrediente in più per dire… e dai, sfoglia pagina e scopri che succede. In ogni caso niente “epici scontri tra bene e male”. Un mondo “Fantasy” non vive solo di quello, c’è la vita di tutti i giorni fatta di eventi relativamente comuni come il passaggio di un drago in lontananza, lo scandalo causato dalla “distrazione di fondi pubblici” per la realizzazione della nuova cinta muraria o un sacerdote di Wu-Masau che officia un rito per la contaminazione delle acque di una città. I miei “cattivi” hanno degli scopi, si muovono e agiscono per perseguirli. Non se ne stanno rintanati nel loro INESPUGNABILE castello, con un drago pazzo legato in cantina, ad aspettare che l’eletto venga e gli faccia elegantemente le scarpe. Ogni riferimenti a libri attualmente pubblicati deve considerarsi accuratamente accidentale. Cerco di rendere i miei cattivi “naturally born assholes” e scusate il francese se siete cattolici, e fargli perseguire un fine coerente con la loro natura. La cosa divertente è che in questo modo rischio di far vincere i cattivi… cattivi… ma saranno veramente cattivi o, piuttosto, si tratta solo di una diversa interpretazione delle parole Bene e Male? Poco importa: nel Torto della Torta questa distinzione è ancora abbastanza netta, del resto è un raccontino di appena 82500 battute.

Per l’Ombra Scarlatta invece ci sono tempi lunghi: le 450 cartelle di cui è composto vanno ben oltre il limite di Tolkien e c’è molto da tagliare, revisionare e poiché ha ancora la struttura impostata “al passato” richiederà almeno una riscrittura completa. La trama è bella complessa, ci sono una decina di personaggi tra principali e secondari, più decine di comparse, tanto fumo e tantissimo arrosto che voglio cucinare a puntino.

Poi c’è il mio “guanto artigliato”, la storia numero cinque che per ora ha un titolo provvisorio “Il ladro di sogni” e che andrà a perturbare i sogni di alcune pulzelle malichane, ma pure di qualche “pulzello” che si ritroverà a… no, non dico nulla, ma mi ricordo di un romanzo cyberpunk in cui c’era un cacciatore di “taglie” che, su richiesta dei propri clienti, colpiva chi “rubava” proprietà intellettuale e, protetto dalla legge, acchiappava, paralizzava, scuoiava e trasformava le sue prede in oggetti d’uso comune ancora senzienti. Oggetti che i “clienti” potevano esporre come trofeo di fronte ai propri visitatori.
“Guarda: questo qui vendeva i cd clonati delle mie canzoni a dieci dollari l’uno… ci guadagnava più di quanto guadagnavo io su ogni copia” e sventola sotto il naso dell’ospite un paio di cavetti audio ad altissima fedeltà. Peccato che la debole corrente elettrica che li attraversa si tramuti in un’atroce tortura per l’ex pirata discografico.
Stai forse pensando che il mio “Ladro di sogni” sia un mago pazzo che trasforma poveri fanciulli e innocenti figliole in oggetti d’uso comune come scovoli per il wc e pentole da cucina? In un mondo simil-medievale il wc non esiste: ci sono latrine, pitali, comode o modernissimi “setteloit” (anagramma un po’ ‘sta parola?) malichani con pozzo nero caricato a melma disgregante, eccellenti per far sparire i bisogni corporali ed anche qualche scomodo… cadavere. Invece Malichar ha una fiorente pseudo-industria artigianale per la produzione di oggetti magici. Vedere un povero diavolo, anche se a Tharamys di diavoli non ce ne sono, tramutato in pitale vivente è troppo e comunque decoerente rispetto all’ambientazione. Invece una bella scena alla Nightmare, con un pimpante emulo in chiave fantasy del mio amico Freddie Kruger, continua ad ispirarmi nella costruzione di un guanto con cinque pennini al posto delle unghie.

Torno a scrivere. Se stanotte fate un incubo scusate, colpa mia, lo richiamo subito… se riuscite a svegliarvi in tempo però è meglio.
Nottenotte…

 

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