Scrittura in salsa 2.0

Nuova nottata in bianco: stavolta i pargoli hanno avuto gli incubi in sincrono.
SOB.
Ne approfitto per scrivere un po’.
Quando ho cominciato a scrivere avevo neanche 15 anni. Mi piacevano storie di fantascienza infarcite di alieni, astronavi, terrestri ignari eppure al centro dell’universo… roba provinciale, insomma e piuttosto fragile dal punto di vista narrativo. La consapevolezza in versione 1.0, quella suindicata, giunse ad opera di un signore di cui ignoravo tutto e che all’epoca collaborava per la casa editrice Fanucci. Solo molti anni dopo avrei realizzato che si trattava di Gianni Pilo, personaggio che ogni appassionato di Lovecraft dovrebbe conoscere meglio di come il Papa conosce il suo Capo.
All’epoca mi pareva un signore dai capelli grigi molto competente in fatto di narrativa.

Pieno di belle speranze chiesi ed ottenni un appuntamento per far leggere un mio racconto. Si intitolava “Simol” e raccontava delle prodezze di un simulatore olografico capace di uccidere.

Argh. Beata gioventù…

…se dovessi tramutare in un numero la risposta del signor Pilo, che ebbe la pazienza di leggere il mio scritto e di dedicarmi una mezz’ora del suo preziosissimo tempo tra lettura e commento, direi che ricevetti un 5– per incoraggiamento. Mancava ritmo, il protagonista era simpatico come un calzino di cotone bianco dentro un paio di superga beige e solo l’antagonista mostrava un vago accenno a una qualche forma di carisma. Non c’erano errori di ortografia evidenti, ma lo stile era troppo ingenuo e piatto. Buona l’idea della metro F a tor di quinto… magari un giorno ci sarà davvero.

Quell’incontro, a onor del vero, mi scoraggiò non poco, ma ebbi la testardaggine di continuare. Un paio di mesi dopo MCMicrocomputer pubblicò, pagandolo denaro sonante, un mio racconto intitolato “Difensore”. WOWOWOWOWOW!!! Festa! Non stavo più nella pelle per la gioia. Stavolta gli ingredienti c’erano tutti: azione, suspence, niente errori e, cosa più importante, si trattava di una strana commistione di fantascienza e fantasy che non si era mai vista prima. Niente elfi sulle astronavi, per intenderci, ma pirateria informatica inserita con cognizione di causa e azione a la “TRON”.

Pensavo di aver capito com’è che si scrive e invece no, tant’è che dal 1987 al 2012 non riuscii a pubblicare un maledetto accidente.

  1. Fu con la pubblicazione del “Tòrto della torta” se mai terrò questo titolo, che scoprii alcune delizie del mondo editoriale:
    1) Nessuno scrittore ha mai tirato giù un libro con la macchina per scrivere: un libro è un processo simil-industriale, con numerosi passaggi (e già dietro al punto 1 ci sono svariati punti che sto saltando)
    2) Lo scrittore tira giù il manoscritto, poi c’è l’editor che riconduce la storia entro canoni che il mercato di riferimento della casa editrice, o dello scrittore stesso se è un indipendente, apprezza e paga.
    3) Completato l’editing (e ricevuto l’OK dell’editore) ecco che scatta la correzione delle bozze… anche se alcuni editori, a quanto vedo dal numero di refusi in crescita, tende a risparmiare su questa fase.
    4) Formattazione… più o meno adesso il libro prende la sua veste grafica definitiva
    5) Finalmente si va in libreria.

Io invece avevo saltato dal punto 1 al punto 5 ottenendo così  un nulla più grande di quello che ha quasi spazzato via il regno di Fantàsia (vedi alla voce Michael Ende).
Così mi sono messo a vedere cosa combinavano altri scrittori esordienti e ho creato un account su ilmiolibro.it, ewriters.it e un altro che ora non ricordo. Ho trovato perlopiù concime organico prodotto da gente che, come me, ha saltato dal punto 1 al punto 5 credendo che sufficienti i commenti di parenti & amici per correggere gli errori ortografici.

Come ho scoperto anche con me stesso, i lavori che ho esaminato e recensito erano perlopiù dozzinali non tanto per le idee: ognuno a modo suo, a parte uno, erano originali e innovativi.
C’è stato chi ha intessuto valori cristiani e fate pagane, chi ha ricalcato la fantasy classica tolkeniana, chi ha infilato un Drago tra i raccoglitori di pomodori della campania (sic!) e chi ha tirato in ballo i miti greci con cognizione di causa e presenza di spirito. No, erano dozzinali per la presenza di errori, di parti inutili, di ambientazioni “cartonate” dove si vedeva chiaramente il “quarto muro”, di personaggi che in ambienti decisamente alieni con tre soli si chiamano Bill e Cristine… CaZ2O (permanganato di mioduro) ma come ti viene in mente? Hai i monti Valastor, il fiume Pheenir chiami Dunedain il protagonista e il cavallo Bobby?

Studiare i loro errori mi ha permesso di comprendere meglio alcuni dei miei e credo che non riuscirò mai a dirgli “grazie” per aver messo la faccia sui loro lavori così da evidenziare bene cosa NON scrivere nei miei. Devo dire che sui libri pubblicati in amazon qualche errore c’è anche da parte mia, non così tanti, ma nemmeno così pochi. Devo rimediare.

Alcuni di loro mi hanno fatto sentire un grande scrittore, ma in realtà erano loro ad essere… be’, si, pessimi. No, niente nomi: non sarebbe corretto. Chi ha la pazienza di cercare le mie recensioni su “ilmiolibro” può accorgersi facilmente di chi ho premiato e di chi ho esaltato.

Forte di questa nuova esperienza sono tornato alla scrittura e ho cominciato a demolire i miei racconti, non solo.

Ho cercato un editor, qualcuno che (dietro compenso) leggesse i miei racconti (li chiamo racconti, ma a partire da “I razziatori di Etsiqaar” si tratta di romanzi in tutto e per tutto) e mi desse un parere tecnico, imparziale e costruttivo.

Al che è iniziata la fase 2.0 della mia consapevolezza che è diventata un pelino più imprenditoriale: se scrivo un racconto da 180000 battute vuol dire che si tratta di 100 cartelle e quindi spenderò non meno di 450 eur per l’editing, se voglio rientrare delle spese devo fissarne il prezzo a 3,99 eur su amazon, con il 70% di royalties sono circa 2.8 eur meno le spese di download… trattandosi di “solo testo” mi conviene, dato che pesa meno di 1mb. Per rienrtare delle spese devo vendere almeno 161 copie. In realtà è un po’ di più perché ci sono le tasse.
Per vendere 161 copie devo fare pubblicità e quella costa… insomma al word processor ho attaccato il file excel che, mentre scrivo, mi tiene aggiornato sulle stime dei costi di editing ed eventuale traduzione che, iva esclusa, costa non meno di 0.03 cent a carattere. Tutta la poesia e il divertimento della scrittura viene un po’ svilita, ma risparmio tempo e riesco a concentrarmi meglio sulla scrittura così da renderla migliore già al primo passaggio.

Questa nuova consapevolezza mi ha portato a capire come mai non si vedono praticamente più quei bei mattoni stile “IT”, ma sempre trilogie o cicli narrativi anche più lunghi.
Nessun editore investirà mai così tanto su un esordiente, preferendo scaricare su quest’ultimo parte dei costi di editing e stampa. Nessun esordiente può permettersi di spendere 1500 eur per l’editing di un mattone da 500000 battute e rotti. Nessun editore permetterà mai ad un autore di grido di pubblicare un libro da 1200 cartelle se può permettersi di spezzarlo in 2 da 250000 e guadagnare il doppio (vedi cosa è accaduto all’edizione italiana del trono di spade).

…e allora? E allora ecco che ho impugnato le forbici, ingaggiato un editor e h ricominciato da capo. Col racconto più corto, che è pure il primo della saga di Conrad.
Su suggerimento dell’editor l’ho portato da 30 a 44 cartelle perché ho incluso un incipit leggermente diverso e ho portato la narrazione al presente (e ci sono riuscito in 2 giorni) e ora deve dimagrire un po’. Poi appena finisce l’aspettativa lo sostituisco a quello presente su amazon e lo passerò gratis a tutti quelli che mi hanno supportato.

Bon, sono le sei (del mattino) e devo finire di preparare le cose per il mare, tra poco si sveglia la famiglia e draghi, spade e incantesimi devono tornare nel cassetto, fino alla prossima nottata in bianco.

A proposito: se tu che hai letto questo articolo fino a qui hai anche voglia di diventare un “lettore Beta” e di sciropparti la versione del racconto lungo / romanzo breve prima della pubblicazione, lasciami il tuo contatto o almeno un commento con indicato come posso contattarti: avrò cura di inviarti una copia da leggere in anteprima in cambio di un tuo parere; se mi piacerà ti chiederò l’autorizzazione a pubblicarlo un po’ ovunque (sul blog, la pagina facebook dedicata al libro, la pagina di amazon… ecc…).

Grazie e buone letture

Andrew Next

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5 pensieri su “Scrittura in salsa 2.0

  1. Considerazioni sensate, che condivido, soprattutto per le spese da affrontare sull’editing (forse hai letto il mio post sui costi del self-publishing?).
    Ne riparlo la prossima settimana.
    Volevo anche io affidarmi a un editor per qualche progetto, ma per adesso non ho soldi da spendere.

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