Editor

L’editor…

Cos’è un editor? Non lo sapevo.
Un editor è un personaggio reale, grande conoscitore della lingua italiana, in questo caso, e grande amante dei libri. Di carta e non. Lui, o lei, prende in mano un testo e comincia a spulciarlo in cerca di errori. Non si tratta di errori di battitura: quelli li trova bene il correttore ortografico o un bravo lettore capace di leggere anche al contrario un testo (è un esercizio che a me procura un mal di testa ancora più feroce del dopo-sbronza). L’editor trova alcuni errori, a volte anche i refusi di battitura, ma soprattutto è capace di scovare gli errori nella trama: un assassino che non sta nei tempi, un malvagio adoratore di Wu-Masau che non rispetta i dettami della propria religione, un oggetto che sta in un posto senza alcuna spiegazione del perché sta lì. Scova gli errori di caratterizzazione dei personaggi, gli errori dovuti ai “luoghi comuni”, le descrizioni troppo verbose o gli avverbi che troppo sintetizzano e nascondono invece di mostrare al lettore quel che si vorrebbe mostrare.
Grazie ad un editor… e ai quasi 5 euro a cartella che si piglia (prezzo medio, che cala un po’ se le cartelle diventano tante), un testo si trasforma da “libro nel cassetto” a “romanzo” ovvero quel prodotto editoriale che affolla gli scaffali (e le directory) di librerie e smartphone di tutto il mondo.
Anche nel mondo editoriale l’abito fa il monaco. Cioè se un libro non rispetta i canoni che il mercato richiede: totale assenza di errori, descrizioni efficaci, formattazione comoda da leggere, regole degli “a capo” e un’infinità di altre che ora non sto a riportare, viene automaticamente (oops, ho usato un avverbio!) cassato e scartato o, peggio, viene sommerso da critiche negative.
Così mi sono rivolto ad un editor per sottoporgli “Il tòrto della torta” e chedergli un parere. L’editor, la signora Crepaldi, mi ha risposto e mi ha spiegato alcune cose molto interessanti riguardo gli errori commessi (decine) nelle appena 32 cartelle di cui è composto il racconto.
Ora rabbrividisco pensando al lavoro che mi aspetta, di fronte alle oltre 600 cartelle costituite dagli altri due racconti e dal romanzo… e degli altri che stavo mettendo in cantiere.
Però è anche una bella sfida. Appena torno al lavoro metterò in cantiere la seconda edizione di ogni racconto, ma stavolta col supporto dell’editor (e una spesa, ahimè, non indifferente, ma conto di rifarmi, stavolta). Nel frattempo… si lavora, faccio sempre il papà h24/7 e i minuti per scrivere a mia disposizione sono maledettamente contati.
In compenso la mia velocità di scrittura sta subendo una drastica accelerazione: adesso sfiora le 2200 parole/ora e se continuo con questo allenamento raggiungerà le 3000 entro la fine dell’estate.

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