Lavill’ – 1

EXACORION2

Lavill’

Lavill’ è la contrazione di La Ville, parola francese che vuol dire la città. Nei principati si parla una versione supercazzola del francese, una tarapia tapioca della sbiriguda come se fosse antani, ma con la R moscia, le E mute o sorde e tutte le regole di pronuncia che rendono il francese deliziosamente musicale. Così a sentirle suonare in testa sembra francese, ma se un francese dovesse mai leggere questo scritto… spero che la prenda a ridere.

Il motivo per cui i Malichani chiamano così la capitale è perché si tratta “Della Città” per antonomasia, la più grande, la più bella, la più eccetera del mondo. Quanto a “grandeur” non sfigurano minimamente rispetto ai veri francesi.

La città sorge all’incrocio dei due fiumi più importanti del paese: La Neies e La Tancour. Il secondo è l’anagramma di “Courant”, corrente… vediamo chi indovina da dove viene l’altro nome. E’ più corretto dire che sorge nell’incrocio dato che è tutta sull’acqua. Un sistema di dighe e canali artificiali permette di mantenere un lago (Le lac Cladou) ampio un paio di miglia Malichane (circa 3 km) e profondo una trentina di metri,per nove mesi l’anno nove e non dodici perché nei mesi invernali gela tutto e potrebbe essere attraversato a piedi.A nuoto o a piedi si tratta sempre di 200 metri di “spazio aperto”, niente mura. Questo mi mette a disposizione un “cerchio” di 2600 metri di diametro da riempire con case e palazzi, strade, canali e poi teatri, locande, ristoranti, biblioteche… in confronto Nadear la Bianca pare un villaggio di catapecchie. Considerato poi che la città sull’acqua è solo metà città, perché attorno al lago e soprattutto al caravanserraglio, sorge una sorta di “seconda città” meno elegante, ma più colorita, direi che avrò il mio bel da fare per scrivere la guida turistica di questo luogo. Del resto Lavill’ esiste da ben 2600 anni, anno più anno meno. Se pure nel corso dei secoli è stata ricostruita più volte a causa dei più vari disastri: una famiglia di draghi piuttosto vivaci, vari terremoti, due eruzioni vulcaniche e un beholder con la congiuntivite… nonostante tutto i Malichani sono tornati sempre là dove i due fiumi si incontrano e hanno sempre ricostruito la loro capitale, più bella e più forte di prima. Negli ultimi 800 anni nulla è più stato in grado di abbattere anche un solo edificio.

Perché due città? E’ presto detto: vivere a Lavill’ costa. Sull’acqua vivono gli utenti di magia, i loro servitori, gli studenti della scuola, gli insegnanti, i membri della classe dirigente e pochi non-maghi la cui attività è strettamente connessa coi servizi forniti ai maghi. Si tratta di mercanti, gestori di servizi come teatri, locandieri, ristoratori… no, niente bordelli da queste parti. Se ne cercate uno vi basta approdare sulla terraferma e troverete ogni possibile sollazzo al riguardo, ma nella città vecchia no.
La città vecchia costa: anche solo per spostarsi. Solo i maghi che conoscono qualche incantesimo di movimento dalla levitazione al teletrasporto riescono a risparmiare il costo delle gondole che trasportano merci e persone all’interno della città. Una corsa in gondola, da una parte all’altra della città richiede circa mezz’ora di tempo, con una velocità media pari a (lo dico in Km, ma poi convertirò in un’altra unità di misura… ) 2,3 km/h che se non c’è traffico (cosa rara) diventano anche 3. Una corsa come questa costa una corona d’argento, una moyenne pari a 5 scudi Kireziani, poco meno di una settimana di paga di un operaio nella fattoria Musìn. Affittare una gondola per un’ora o frazioni (successive) costa due moyennes. Gli edifici sono soggetti a erosione e ogni 4 anni richiedono che l’isola su cui sorgono venga portata in secca e il rinnovo degli incantesimi di consolidamento, un’operazione molto costosa: due corone per batòn ( 1 batòn = 1,12 metri ) lineare del perimetro. L’isola più piccola ha un perimetro di quasi 100 batòn e sapendo che 1 corona = 50 scudi kireziani (la tipica moneta d’oro che si trova un po’ in tutti i romanzi fantasy) vi fa capire perché entro la città gli alberghi e le locande sono tutti di un certo livello e hanno prezzi assolutamente inarrivabili per la maggior parte dei mortali.

Bene, ho scritto abbastanza riguardo a questo.

Finora ho definito un pizzico di storia, unità di misura di lunghezza, valuta, aspetto generale della città e qualche elemento della stessa, elementi linguistici (in divenire) e numerose parole, pure da rivedere.

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