Editing, questo sconosciuto.

Forse iniziare un articolo con la frase “son caduto dal pero” non è il modo più elegante di iniziare un articolo, ma stavolta ci sta tutto. Finora ho scritto brevi racconti e una via di mezzo tra un racconto e un romanzo da 150 cartelle. La revisione del testo l’ho curata io, anche grazie all’aiuto di qualche amico volenteroso che mi ha dato una mano nel dare la caccia a quei fastidiosi refusi che il correttore automatico non è proprio in grado di individuare come “foca” al posto di “fioca”: un essere umano capisce subito che una lanterna non può illuminare con una luce pinnipede, un programma che si limita a controllare che una parola esiste nel dizionario di riferimento non segnala nulla.

L’editor invece svolge un altro tipo di lavoro, molto più vicino a quello che faccio io in fase di produzione, ma con un’esperienza che posso solo invidiargli. Controlla che i personaggi agiscano in modo coerente, cerca i buchi nella trama e li segnala, segnala i “luoghi comuni” ovvero quelle locuzioni superutilizzate (notte nera come l’inchiostro, piove a catinelle, d’improvviso vide alla sua destra… )  e che a uno scrittore di primo pelo come il sottoscritto sembrano persino belle da leggere… d’accordo, sto attento anche ai luoghi più comuni, ma mi accorgo che spesso, preso dal tirare giù la storia che ho in mente, non ci faccio caso.
È questione di tempo: con una storia di 150 cartelle riesco, se pure a fatica, a completare l’editing in circa sei mesi così come è stato per il “Furfante Derubato”. Con una di oltre 300 mi sono accorto che non ho il tempo, dato che questo aumenta in modo esponenziale rispetto alla lunghezza.
Ad esempio: “L’ombra scarlatta” ora sta fermo a causa di un paio di buchi che ho trovato e che tappare rischia di portare nuovi buchi più avanti.
Così sto cercando un editor, qualcuno che si prenda la briga di rivedere il testo mentre io faccio altro (ad esempio la copertina che giace immobile da un po’), anche se visti i costi: circa 1500 eur, credo mi convenga ingaggiare un grafico e editare il romanzo a mano… scherzo! Magari ci vorrà un po’ più di tempo, ma so che la fretta in questi casi mi è nemica. Nel mentre che cercavo la persona giusta ho dato un’occhiata ai lavori di alcuni esordienti, gente che si autoproduce come il sottoscritto. Ho trovato cose molto diverse come i lavori della mia amica Morgana D. Baroque e che sono decisamente ben scritti, cose che preferirei dimenticare  come “Le Glorie di Durindain” e che comunque non è il peggiore che abbia letto, ma solo il peggior libro leggibile che abbia mai incontrato. Per il peggio non c’è mai fine… ed è proprio vero!
Leggere questi altri libri, dicevo, mi ha permesso di capire che:

  1. Non son tanto male come scrittore, non sarò un Turtledove o un Cussler, ma me la cavo.
  2. Se metto da parte abbastanza soldi mi regalo la consulenza di un editor e una pubblicazione fatta con tutti i crismi.

Per ora correggo a mano… sarà dura, ma ci riuscirò.

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