L’ombra scarlatta

Dopo undici revisioni del testo, spesso con la riscrittura completa del medesimo, 83000 parole e oltre 500.000 battute mi sa che ho scritto il mio primo vero libro. Ok, non sarò un Valerio Massimo Manfredi o un Clive Cussler… stavolta non è un “raccontino”. Tante parole mi sono servite per raccontare una terra selvaggia, aspra e forte (cit!) e dal passato burrascoso, costellato di scontri epici e creature mostruose dalla potenza primordiale.

Si dice che l’ultima cosa che si tira fuori è il titolo… be’ è vero. Il “Fantasma delle Brulle” era il titolo provvisorio, ma poi… zac! Mi si è accesa la lampadina vedendo il modo di apparire di un certo personaggio… l’ombra scarlatta, appunto. Quando mia moglie ha sentito il titolo mi ha detto “Che Orrore! Se è una storia horror non voglio proprio sentirne parlare!” e io “no, non è una storia horror è…” e poi ho ripensato ad alcune delle situazioni: vittime sacrificate ad un dio malvagio con un orribile pugnale a quattro lame affilate come bisturi, schiere di non-morti in vari stati di decomposizione, esseri umani e non trattati come cibo e poi abbandonati ad un destino che fa sembrare la morte meno fastidiosa di un’influenza… “…si, un po’ di horror c’è”, le ho detto.
Ho perso un potenziale lettore, mi sa. Ed è inutile dire che c’è horror e horror, che quello che a me provoca gli incubi (ovvero i sogni più divertenti che mi capita di fare) è quello narrato da Poe, Lovecraft e King e non certo quello di Dean R. Koontz. Per chi non conoscesse quest’ultimo la differenza tra i primi tre e Koontz è la stessa che passa tra “Alien” e “Nightmare”. Il primo mi fa ancora paura nonostante siano passati un bel po’ di anni, il secondo… mi fa prendere in mano il pop-corn, la sciarpetta e gridare “Forza mitico Freddy: ammazzali tutti!!!”.

Ecco, a mio giudizio si tratta di situazioni del secondo tipo: splatter e grand-guignolesche se mi posso permettere una licenza ortografica. Il che non toglie che tanto il buon Conrad, quanto tutti i suoi amici, vecchi e nuovi, dovranno trottare e sudare un bel po’ per tirarsi fuori dai guai in cui li ho cacciati fin dal primo racconto. L’Ombra Scarlatta è una vicenda piuttosto… complicata, anche per un ragazzino in gamba come Conrad.

Ora sto lavorando sulla trama: col fatto che in questi mesi ho scritto nei ritagli dei ritagli di tempo (due bimbi di 1 e 3 anni ne lasciano talmente poco a disposizione che mi sembra che io e mia moglie stiamo facendo veri miracoli per riuscire ad avere un po’ di tempo per noi!) ci sono molte parti non congruenti tra loro. Personaggi che hanno nomi leggermente differenti, voci del dizionario italiano-orchesco da aggiornare, eventi che sono raccontati due volte come l’avventura di Francisco con la necromante che voleva renderlo… immortale e bello per sempre, insomma tanto.

Non ultima la copertina del libro, perché stavolta è un libro con tutti i crismi e i contro attributi… forse per settembre prossimo, a meno che i pupini non decidano di cominciare a dormire la notte, forse più tardi se capita qualche altro guaio, riuscirò a metterlo online.

In ogni caso ora avrò più tempo per il blog e per arricchire il mondo di Tharamys e ho parecchie idee in mente… tra le quali il prossimo libro.

Il Ladro di Sogni.

Annunci