Jon Ludrò

Jon è il primo, vero, antagonista di Conrad. Più grande di un paio di anni di lui, più ricco, grosso e cattivo Jon utilizza con naturalezza la menzogna, il tradimento e la violenza allo stesso modo con cui Conrad predilige il dialogo, la fiducia e l’uso del cervello rispetto alla forza.

Vive a Nadear, a palazzo Ludrò: un bell’edificio in stile kireziano e adornato da statue in marmo di Marblé e di professione è nullafacente… o meglio: ama darsi da fare, ma niente di realmente utile. Scimmiotta i modi del padre, senza davvero capirne il significato: il che vuol dire che tratta malissimo la maggior parte delle persone con cui ha a che fare abitualmente, questi ultimi abbozzano non perché temano realmente il ragazzotto, ma il padre. Damien Ludrò è un personaggio molto in vista della politica Kireziana, ma proprio per questo motivo è praticamente assente dalla vita del ragazzo.

Altezza: 178cm

Peso: 80kg, e a breve potrebbe perderne qualcuno.

Forza: tanta e per gestirla usa buona parte delle proprie risorse intellettive, o almeno questo lascia pensare il suo comportamento.

Intelligenza: non gli manca e prima o poi si accorgerà di poterla utillizzare anche per fare qualcosa di utile.

Carisma: belloccio, dai modi a volte affascinanti, ha tuttavia un’indole sadica e incline alla violenza che lo porta a diventare un pericolo per se stesso e chi gli sta attorno.

Agilità: quella di un rinoceronte con una spina sotto le unghie.

Carattere: tracotante, borioso e supponente. Si atteggia a leader, ma gran parte del suo carisma deriva dal denaro e dal potere di suo padre.

Si potrebbe dare la colpa di ciò che Jon è ai genitori, certo, ma come dice il proverbio: “tutte le colpe non stanno da una parte sola” anche in questo caso le responsabilità sono molteplici, non ultime quelle di Jon stesso che non s’è mai dato davvero pena di interrogarsi sul perché il padre ha sempre cercato di farlo studiare, di metterlo alla prova, di spingerlo ad agire. Lui s’è impegnato strenuamente nel restare semi-analfabeta ben oltre il 14° anno di età. Sa leggere, certo, ma solo se si tratta di poche righe e scritte MOLTO in grande.

Fisicamente si presenta molto bene: capelli neri, corvini, occhi azzurro-ghiaccio, struttura fisica possente, ha un aspetto curato ed elegante in ogni circostanza. Merito degli insegnamenti della madre, che ha tentato di educarlo fino al divorzio. Poi non ne ha più avuto la possibilità e gli aspetti più negativi del carattere di Damien si sono manifestati appieno nel giovanotto le cui gesta sono narrate nei prossimi racconti. Più che altro: le vicissitudini politiche di Dorian Musìn si riflettono nelle imprecazioni di Damien, che a sua volta viene visto come il Nemico numero uno da Jon, quest’ultimo: non potendo proprio confrontarsi con un bestione come Dorian, pensa che può a buon diritto prendere Conrad per il collo, complice anche l’evidente superiorità fisica.

Tuttavia Jon ha un certo istinto nel riconoscere una persona di valore e, nell’ipotesi in cui questa (sfortunata) persona non abbia intenzione di notare il valore di Jon e di adorarlo come dovuto, fa in modo che tutta la sua cerchia di amici & conoscenti abbia in odio questa persona. Questo implica, necessariamente, le amicizie di Damien oltre che Damien stesso… e non è bello ritrovarsi nel mirino di una simile bestia solo perché non si ha dato il dovuto(?) rispetto ad un ragazzo viziato e violento. Per fare un paragone calzante: nel gruppo scout di una mia amica ci stavano due ragazzini terribili, pestiferi e assolutamente non adatti allo stile scout. Tuttavia appena qualcuno si comportava in modo diverso da come desideravano quei due piccoli mascalzoni, se ne uscivano dicendo “Guarda che lo dico a nonno”. Nonno era… avete presente l’innominato? Quel “tale”, quel “famoso” di manzoniana memoria, noto a tutti e che nessuno osava nominare? Ai tempi di Manzoni non c’erano i link ipertestuali, oggi invece…  ecco, probabilmente quando ho immaginato Jon ho pensato proprio a quella situazione. Insieme ad altre. Jon è un bullo, del tipo con cui ho avuto a che fare al liceo, per cui conosco bene la materia e come trattarla. A meno che non ti chiami Sansone e non sei stato di recente dal barbiere, devi colpirli usando la testa, dove fa più male e dove meno sono in grado di rispondere, tenendo bene a mente che la violenza è l’estremo rifugio degli incapaci.

Scrivere il profilo di Jon mi ha riportato alla mente un bel po’ di episodi di bullismo di cui sono stato… protagonista, mio malgrado e no, non sono mai stato un bullo. In compenso ora conosco moltissime mosse di numerose arti marziali, dal Karate all’Ai ki do, passando per il Ken-Do, lo ju-jitsu, lo Judo e la capoeira (questa per necessità). So come si tira un pugno e, incidentalmente, so anche eseguire uno shoryuken quasi impeccabile.  Dico incidentalmente perché mai e poi mai avrei voluto colpire il bullo di cui sopra con quello… io stavo giocando a calcetto, in porta, e ho parato di pugno, saltando, ma il bullo m’è arrivato da sopra pensando bene di dare una testata al pallone (e a me).

Quando penso a Jon penso proprio a tutti quei ragazzi che, di scuola in scuola, per qualche motivo decidono di prendersela col più mite, da soli o (più spesso) in compagnia. Talvolta cambiano e diventano persone splendide, capaci perfino di riconoscere che in gioventù si sono comportati da animali.

Più spesso fanno una brutta fine.

Quale sarà il destino di Jon? Ovvio: otterrà ciò che sta cercando.

Annunci