Jon Ludrò

Jon è il primo, vero, antagonista di Conrad. Più grande di cinque, ricco, grosso e cattivo Jon utilizza con naturalezza la menzogna, il tradimento e la violenza allo stesso modo con cui Conrad predilige il dialogo, la fiducia e l’uso del cervello rispetto alla forza.

Vive a Nadear, a palazzo Ludrò: un bell’edificio in stile kireziano e adornato da statue in marmo di Marbél e di professione è nullafacente… o meglio: ama darsi da fare, ma niente di realmente utile. Ha modi effeminati, si atteggia a guitto e talvolta si esibisce come comico sul palco della “Fortuna del Viaggiatore”, locanda creata allo scopo di intrattenere i clienti dell’Emporio Ludrò e attrarre nuovi avventori.

Altezza: 178cm

Peso: 80kg, e a breve potrebbe perderne qualcuno.

Forza: tanta e per gestirla usa buona parte delle proprie risorse intellettive, o almeno questo lascia pensare il suo comportamento.

Intelligenza: non gli manca, sa essere astuto anche se non ci tiene a mostrarlo.

Carisma: belloccio, dai modi affascinanti e ambigui, ha tuttavia un’indole sadica e incline alla violenza che lo porta a diventare un pericolo per se stesso e chi gli sta attorno.

Agilità: buona.

Carattere: si atteggia a Leader, ma ama stare da solo.

Si potrebbe dare la colpa di ciò che Jon è ai genitori, certo, ma come dice il proverbio: “tutte le colpe non stanno da una parte sola” anche in questo caso le responsabilità sono molteplici.

Fisicamente si presenta molto bene: capelli neri, corvini, occhi azzurro-ghiaccio, struttura fisica possente, ha un aspetto curato ed elegante in ogni circostanza. Merito degli insegnamenti della madre, che ha tentato di educarlo fino al divorzio. Poi non ne ha più avuto la possibilità e gli aspetti più negativi del carattere di Damien si sono manifestati appieno nel giovanotto le cui gesta sono narrate nei prossimi racconti. Più che altro: le vicissitudini politiche di Dorian Musìn si riflettono nelle imprecazioni di Damien e quindi di Jon, che a sua volta vede nella famiglia Musìn il Nemico, e in Conrad un avversario da schiacciare. Quest’ultimo: non potendo proprio confrontarsi con un orso come Dorian, pensa che può a buon diritto prendersela con Conrad .

Jon ha istinto nel riconoscere una persona di valore e, nell’ipotesi in cui questa (sfortunata) persona non abbia intenzione di notare il valore di Jon e di adorarlo come dovuto, fa in modo che tutta la sua cerchia di amici & conoscenti abbia in odio questa persona. In questa cerchia, necessariamente, ricadono anche le amicizie di Damien oltre che Damien stesso… e non è bello ritrovarsi nel mirino di una simile bestia solo perché non si ha dato il dovuto(?) rispetto ad un ragazzo viziato e violento. Per fare un paragone calzante: nel gruppo scout di una mia amica ci stavano due ragazzini terribili, pestiferi e assolutamente non adatti allo stile scout. Tuttavia appena qualcuno si comportava in modo diverso da come desideravano quei due piccoli mascalzoni, se ne uscivano dicendo “Guarda che lo dico a nonno”. Nonno era… avete presente l’innominato? Quel “tale”, quel “famoso” di manzoniana memoria, noto a tutti e che nessuno osava nominare? Ai tempi di Manzoni non c’erano i link ipertestuali, oggi invece…  ecco, probabilmente quando ho immaginato Jon ho pensato proprio a quella situazione. Insieme ad altre. Jon è un bullo, del tipo con cui ho avuto a che fare al liceo, per cui conosco bene la materia e come trattarla. Devi colpirli usando la testa, dove fa più male e dove meno sono in grado di rispondere, tenendo bene a mente che la violenza è l’estremo rifugio degli incapaci.

Dentro Jon ho messo molto altro per renderlo odioso: i bulli non sono solo quelli che usano la violenza fisica. Il Cyberbullismo non lascia lividi, ma sa causare anche più dolore di un pugno che ti devia il setto nasale.

Scrivere il profilo di Jon mi ha riportato alla mente un bel po’ di episodi di bullismo di cui sono stato… protagonista, mio malgrado e no, non sono mai stato un bullo. In compenso ora conosco moltissime mosse di numerose arti marziali, dal Karate all’Ai ki do, passando per il Ken-Do, lo ju-jitsu, lo Judo e la capoeira (questa per necessità). So come si tira un pugno e, incidentalmente, so anche eseguire uno shoryuken quasi impeccabile.  Dico incidentalmente perché mai e poi mai avrei voluto colpire il bullo di cui sopra con quello… io stavo giocando a calcetto, in porta, e ho parato di pugno, saltando, ma il bullo m’è arrivato da sopra pensando bene di dare una testata al pallone (e a me).

Quando penso a Jon penso proprio a tutti quei ragazzi che, di scuola in scuola, per qualche motivo decidono di prendersela col più mite, da soli o (più spesso) in compagnia. Talvolta cambiano e diventano persone splendide, capaci perfino di riconoscere che in gioventù si sono comportati da animali.

Nel caso di Jon ho creato una bestia, di quelle cattive, spietate e prive di rimorso. Sotto certi aspetti è una macchina, sotto altri… il giovanotto ha traumi e questioni sepolte nell’inconscio dalle quali desidera fuggire come se fosse un diavolo di fronte ad una piscina di acquasanta.

Quali? Eh, calma. Jon comparirà per la prima volta nelle “Cronache di Tharamys vol. 3”, il titolo… non ve lo dico se no spoilero troppo, e ritornerà nei volumi 4 e 6 dove intendo mettere una bella resa dei conti tra lui e Conrad.

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