Gigi Scaldapentole

“la porta della cucina si spalancò di colpo e dalla sua posizione riparata in fondo al tavolo Conrad poté solo immaginare Gigi Scaldapentole che, dall’alto dei suoi 95 centimetri (un vero gigante tra la sua gente), faceva irruzione nella sala comune della casa agitando addome e capelli allo stesso modo”

Gigi non è un nano, ma un Elasson (dal greco ἐλάσσων che vuol dire piccolo ) e dunque un membro a pieno titolo del λεώς  ἐλάσσων leòs elasson ovvero il popolo piccolo. Ok, le mie conoscenze di greco antico sono piuttosto scarne e il traduttore di google non aiuta, ma “a orecchio” suonava proprio bene e quindi l’ho usato.

Il personaggio qui sopra è poco più di una macchietta, ma non mi andava di scomodare gli ingombranti hobbit della terra di mezzo, gli Halfling di Gigax o gli gnomi della tradizione celtica (troppo dispettosi per i miei gusti) e la sua presenza era stata inizialmente inserita per avere un momento di “svago” e di colore.

Mi ci sono affezionato e ho cominciato a dargli più corpo, nonostante le sue ridotte dimensioni e mi sono chiesto: se è lui che va in città a comprare i rifornimenti per la fattoria vuol dire che molto spesso si fa 10 miglia (tra andata e ritorno, circa 15km) di carro, pieno di denaro all’andata e di rifornimenti al ritorno. E in un posto “pericoloso” come la valle di Levot come fa un soldo di cacio alto 95cm ad andare e tornare vivo? La prima risposta che mi sono dato è stata “perché in realtà è una specie di Yoda e combatte come un diavolo”, poi ho cominciato a lavorarci su.

Altezza: 95cm

Peso: 70kg, non è solo rotondo: è massiccio.

Forza: più di quella che ti aspetti da un essere tanto minuto.

Intelligenza: È un pragmatico e un creativo, capace di elaborare numerose soluzioni ad un problema e di scegliere quella più comoda ed efficiente.

Carisma: come tutti gli elassoi risulta simpatico a tutti, oppure viene ignorato da chi ha cattive intenzioni. Se è da solo o in compagnia di altri della sua gente.

Agilità: a dispetto delle proporzioni è molto agile e preciso nei movimenti.

Carattere: sebbene sia un tipo affabile e allegro, talvolta ha scatti di collera di breve durata o, se proprio deve combattere lo fa a modo suo dato che le dimensioni in quel caso contano parecchio.

Storia: La storia di Gigi non è molto diversa da quella di tanti altri elassoi, anche se per gli standard Elasson è un tipo assai prudente e noioso. Con il suo carro viaggiava periodicamente tra Làin-Crugòn e Malichar, sfidando le brulle quattro volte all’anno… un viaggio semplice, a detta dei suoi connazionali, ma quasi miracoloso per tutti gli altri mercanti che al massimo osavano sfidare le brulle una volta l’anno solamente. Lui invece ci riusciva e riusciva persino ad effettuare molti scambi vantaggiosi con gli orchi che vivevano da quelle parti. Il problema era che gli scambi di vantaggiosi di Gigi erano una iattura per le carrovane che seguivano in quanto consistevano in rifornimenti di armi e armature, vendute per avere in cambio sostanze rare (come il veleno degli scorpioni giganti che gli orchi usavano come cavalcatura) che poi rivendeva a caro prezzo a Malichar. Qualche altro mercante aveva tentato lo stesso approccio, ma era diventato… cibo per orchi.
Accadde così che alcuni mercanti Kireziani, capeggiati da Damien Ludrò(*: i cognomi Kireziani sono tutti derivati dal dialetto veneto, come Musìn vuol dire salvadanaio, Ludrò pure ha un significato e vuol dire infame), stanchi delle scorrerie orchesche alle loro carrovane che mangiavano profitti e passeggeri, decisero di porre un freno a queste ultime e cominciarono ad inveire contro un certo mercante elasson che riforniva gli orchi di armi e armamenti.

Gli Elasson sono eccellenti diplomatici, come ho detto in un altro articolo, ma hanno anche i loro limiti come ad esempio nel caso in cui alcuni umani complottano alle loro spalle e riescono a mantenere il segreto (è risaputo che gli umani sono molto chiacchieroni). Il caso di Gigi poteva chiudersi qui, se il segreto della cospirazione fosse stato mantenuto. Damien è un “Alfiere” della corporazione dei mercanti Kireziani, cioè uno dei membri del governo della repubblica, quindi adesso non fa più il mercante direttamente e dirige le sue spedizioni da dietro una scrivania; all’epoca di questa vicenda era un mercante spregiudicato nonché un politico all’inizio della carriera. Tra i suoi seguaci vi era anche Dorian, ancora scapolo, che aveva il suo buon tornaconto a viaggiare in un convoglio ben protetto. Senza scendere nei dettagli, il sugnor Ludrò aveva fatto in modo che “qualcuno” facesse capitare un piccolo incidente all’elasson, niente di rumoroso sia chiaro. Ludrò si era guardato bene dall’eseguire personalmente il piano e anzi, aveva fatto in modo di lasciare che fossero alcuni suoi seguaci ad occuparsi della parte più rischiosa (catturare l’elasson e far sparire il carro), tenendo per sé la parte che meglio sapeva gestire: far sparire ogni traccia e già contava di rivendere l’elasson ancora mezzo-vivo (magari lasciandolo in animazione sospesa con un po’ di infuso di malerba e l’aiuto di un necromante prezzolato) al mercato nero di Malichar, come cavia per esperimenti.

Gigi era completamente all’oscuro di tutto e stava bevendo la sua birra mentre raccontava qualche storiella divertente ad altri avventori della locanda “Al pony grigio”, a ridosso delle mura di Lain Grugòn, sullo sterro che collegava la porta dell’orco (quella a nord delle mura) al caravanserraglio. Così in capo ad un ora cadde a terra tramortito dal loto verde aggiunto alla sua birra e “soccorso” dai complici di Damien, portato nel vicolo adiacente ed infilato in un sacco. Allo stesso tempo il suo carro venne spostato e riverniciato alla svelta e aggiunto alla carrovana di Damien, che provvide a vendere i pony ed a sostituirli con cavalli normali. Tuttavia Damien non aveva considerato il fattore tempo: l’incantesimo per mettere in coma vigile (morte apparente) l’elasson richiedeva un giorno intero e richiedeva al mago una totale immobilità, tranquillità e silenzio. Così il povero Damien fu costretto ad inventarsi una scusa abbastanza plausibile per convincere i soci della spedizione che non facevano parte della congiura ad accettare il ritardo: ingaggiare altre guardie per aumentare la sicurezza. Scusa che accettarono tutti tranne una persona.
L’incremento del numero di carri di Damien non sfuggì ad alcuni dei soci, tra cui Dorian che cominciò a porsi qualche domanda e a guardarsi attorno e non poté non notare la sparizione del coloratissimo carro di Gigi dal caravanserraglio. Certo, poteva essere partito… ma solo un pazzo, o un elasson molto imprudente, parte per attraversare le brulle prima che sia l’alba. Inoltre se un carro sparisce da una parte e ne compare uno diverso dall’altra… così, per scrupolo, si avvicinò alla carrovana di Damien con l’intento di chiedergli spiegazioni sul ritardo e dedicò al “nuovo” carro di Damien non più di un’occhiata. Il carro sembrava un normale carro anche un po’ trasandato, se pure un po’ bassino. Damien spiegò a lui e a tutti quelli che erano con lui che stava trattando con le guardie per aumentare la sicurezza e che sarebbero partiti l’indomani mattina. Dorian però notò un’altra cosa: i cavalli legati al nuovo carro avevano delle inspiegabili macchie là dove il pelo sfiorava il timone. Tornando indietro fece una carezza all’animale là dove appariva sporco e annusò. L’odore di vernice era chiarissimo e capì al volo che il carro ridipinto di fresco aveva macchiato i cavalli.

Per farla breve: Dorian, che proprio non voleva avere omicidi o sequestri sulle spalle riuscì a liberare Gigi prima che il necromante completasse il suo rituale e da allora hanno sempre viaggiato insieme. Damien ebbe la presenza di spirito di far sparire il carro e tutta la mercanzia maledicendo se stesso per non averlo bruciato prima. D’altro canto era ancora giovane e sarebbe diventato esperto solo tra qualche anno. Da quella volta tra lui e Dorian si creò il solco che avrebbe fatto diventare i due nemici e rivali agguerriti dato che Dorian preferì viaggiare con l’elasson e prestargli il denaro necessario a ricomprare armi ed armature per i suoi scambi con gli orchi, che li lasciarono passare ed anzi (grazie all’abilità di Dorian) gli fornirono un po’ di scorta fino al confine con Malichar.

Con quello che Gigi guadagnò (anche grazie all’aiuto di Dorian) vendendo le proprie mercanzie prima di Damien, poté ripagare il debito con Dorian e tra i due si creò il sodalizio che dura tutt’ora. Negli anni successivi Gigi continuò a seguire Dorian in giro per il mondo, poi alla morte di Papà Musìn si stabilì alla fattoria dove ne curò l’amministrazione, lasciando “temporaneamente” a Dorian il lavoro di girare qua e la, ma ben conscio che l’avrebbe ripreso nel momento in cui Dorian fosse stato troppo stanco per viaggiare e alla sua morte sarebbe ripartito definitivamente. L’arrivo di Conrad non cambiò particolarmente i suoi piani, né la morte di Elara, anche se ne fu profondamente dispiaciuto e dedicò una parte del suo tempo a seguire il giovane Conrad, ma di lontano, senza affezzionarcisi troppo: conclusa la parentesi con Dorian ripartirà per riprendere il suo girovagare.

Dunque come fa Gigi ad affrontare il viaggio dalla fattoria alla città ogni giorno senza essere una specie di Yoda armato di spada laser? Semplice: di solito risolve ogni questione passando inosservato (nonostante il carro, i cavalli e tutto il carico), oppure ricorrendo al proprio istinto che gli segnala quali strade evitare e il momento giusto per muoversi. Insomma se proprio c’è un pericolo lungo la strada in buon Gigi spesso sa come evitarlo. E se proprio deve sa anche combattere… è che quando hai 95 cm contro i 180 di un mezz’orco nerboruto e arrabbiato devi per forza saper fare altro che impugnare uno spadino.

 

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