IL BLOG HA CAMBIATO INDIRIZZO!

Lo so, è un po’ brutale come notizia, ma tant’è…

ecco il nuovo domicilio dove continuare a seguire i miei vaneggiam… pardon, articoli in merito al Fantasy, la vita e tutto il resto.



THARAMYS

Ci sono un sacco di articoli nuovi che aspettano solo di essere letti.

Test di Scrittura

Sul mio nuovo sito sto mettendo in piedi una specie di “Test dello Scrittore”, niente di trascendentale eh? Solo una (lunga) serie di domande con le quali giocare e capire il proprio modo di scrivere confrontato con quelli che per me sono dei punti fermi come Ambientazione (e poteva essere altrimenti?) creazione dei personaggi, viaggio dell’eroe eccetera.

https://tharamys.altervista.org/il-test-dello-scrittore-fantasy-e-non

Provalo, e magari lasciami un commento o due…

Vuoi scrivere Fantasy? Pensaci bene.

Davvero vuoi scrivere Fantasy? Cos’è? Ci hai pensato prima di dire questa frase geniale anzichenò? Sai che sti stai per gettare (o sei già) in un’impresa estrema? No eh?

È difficile scrivere fantasy, anche il worldbuilding richiede precisione.

Probabilmente ti sarai messo in testa, o qualcuno ti avrà messo in testa, che scrivere fantasy è facile. Puoi inventarti tutto ed è tutto vero perché lo hai immaginato tu.
Aha.
Ti sfugge qualche piccolissimo dettaglio.

Si, vabbe’ ma quanti siete?

Il mio professore di musica diceva sempre che per fare musica occorre essere in due. Uno che suona e uno che ascolta. Se no non stai facendo musica, tutt’al più ti stai concedendo un onanismo musicale… sarebbe come a dire che, metticaso che stai suonando un pianoforte, stai tentando di procurarti piacere usando quello, invece di qualche altro… uh… strumento più indicato. Per creare la “magia” della musica ci vuole anche almeno una persona che ascolti e che possa ricevere le emozioni che hai riversato nella melodia e trasmesso attraverso lo strumento. Funziona così per ogni forma di espressione artistica: chi crea l’opera e chi la fruisce devono essere due persone distinte e differenti. 

Il blog si è spostato. Troverai l’articolo completo su

tharamys.altervista.org

buona lettura.

Non chiamateli negazionisti. È gente stupida.

Chiamateli “no-mask”, chiamateli “coglioni”, ma non chiamateli negazionisti. È gente stupida.
Questo è il primo post che pubblico con il commento audio. Ho già postato qualcosa riguardo il mio pensiero ideologico. Stavolta sento il bisogno di segnalare un pericolo grave, ma sottile, quasi impalpabile.
Negli anni passati i negazionisti erano quelle esecrabili creature che, con in mano prove meno consistenti della carta igienica, negavano la Shoah.
Avete presente?


L’articolo prosegue sul nuovo sito

Nuovo Video e offerte imperdibili per i Razziatori di Etsiqaar

Mentre la stesura definitiva dell’Ombra Scarlatta è in dirittura d’arrivo ecco che esce un’offertina ferragostana per allietare le letture sotto l’ombrellone, che sia al mare o in riva a un lago alpino. “I Razziatori di Etsiqaar” è autoconclusivo e può essere letto senza bisogno di leggere gli altri. Tutto quello che ti serve è il libro e un posto comodo dove restare in santa pace per un po’ di tempo.

Ebook  3,99€
Cartaceo 13€ (spedizione inclusa solo con prime)

In alternativa ad Amazon puoi contattarmi direttamente se desideri una versione con dedica. Per la versione elettronica il prezzo resterà invariato, per quella cartacea sarà di 13€ fino a “esaurimento scorte”, poi salirà a 15€ a causa delle spese di spedizione (devo ordinare il libro su amazon e rispedirlo dopo aver scritto la dedica). Usa il campo “Altre Informazioni” per indicare la versione del libro che desideri e se la dedica è rivolta a una o più persone in particolare. Per il pagamento si può usare paypal, il bonifico o se farai un giretto in Val Rendena direttamente a me e allora il cartaceo sarà scontato delle spese di spedizione e magari potremo prenderci un caffé…

Sarai ricontattato dal sottoscritto per fissare la modalità di pagamento a te più congeniale.
Il ricavato servirà a sostenere le spese mediche per mia figlia Noemi.

Buona Lettura.

PS: lascia una recensione su Amazon, che fa sempre bene!

Espaci Occitan – Della poesia, le canzoni e altre meraviglie

VasconneDopo la “scoperta” dei Lou Dalfin e delle loro canzoni mi ha cominciato a frullare in testa l’idea di scrivere qualcosa che riguardi la vita dei fondatori dei Principati di Malichar: Bertrand e il suo amico Philippe Senrobon.
Philippe fondò la prima biblioteca del paese: la Senrobonne e gettò le basi di quella che sarebbe diventata l’unica “religione” praticata da tutta la popolazione. I sacerdoti di Dâr non sono altro che bibliotecari e il culto ruota attorno al recarsi assiduamente nella biblioteca più vicina per riconsegnare i libri presi in prestito e prenderne altri. Del rapporto tra Philippe e Dâr  parlerò più approfonditamente un’altra volta. Qui mi voglio soffermare sui fatti di 2600 anni fa, quando il giovane Bertrand si scontrò con la dura realtà di sua altezza Gualtier Maurice III, “le rei chaman” il re stregone di cui ho accennato in precedenza.
E cosa c’entra l’associazione espaci occitan in tutto questo? Be’ un episodio importante come quello che ha portato più di metà della popolazione vasconhard ad andarsene dalla propria terra non poteva non riportare tracce importanti nella cultura e, giocoforza, nell’arte. Siccome NON sono una cima nel tradurre un testo da una lingua a un’altra e men che meno sono abile nello scrivere poesìe ho tirato giù una variazione su un testo già scritto in occitano piemontese e poi l’ho sottoposto allo sportello linguistico dell’associazione espaci occitan.
Il lavoro è quasi concluso, manca da correggere una riga (vi lascio scoprire quale), ma non ho resistito e così eccovi la “Seguida dels Vasconhards” realizzata grazie al contributo dei Lou Dalfin per la musica che è stata presa pari pari dalla “Seguida dels Camisards“, il testo che riprende la canzone è stato riadattato ai fatti di Malichar.

Vai ‘ma lo vent
batèl blanc de Vasconha
Ferma te pas
Nhanca a tirar lo flat.(2v)
Vai que l’ora
Rebela es arrubaa, mon fraire
Anem fito
Jontar se ai vasconhards.(2v)

Flor de garriga
Aura de revòlta
Pron de vergonha
Anem, lo cap levat. (2v)
Sensa mestre
Cadena, joc e pòur, mon fraire
Dins nos sabèr
Es nòstra libertat (2v)

D’un cant a l’autre
Nòstra terra crema
Cada montanha
Estrema un escabòt. (2v)
D’òmes libres
Senhors de lor destin, mon fraire
Vasconhards
Sèm mestres de nòs’mar. (2v)

Bertrand de Malichar
Comanda la bregada
Lo rei Chaman
Comença a tramolar.
Bertrand de Malichar
Comanda la bregada
Contra los preires
Nos anarem ganhar.

Qui renoncia
A batalhar pr’aquò que àma
Se costuma
E una a quò que a
Qui renoncia
A batalhar pr’aquò que àma
Al se rend
e perd sa dinhitat.

Vai come il vento
bianca nave di Vasconne
non fermarti
neanche a prendere fiato(2v) 

Vai che l’ora di ribellarsi
è giunta fratello mio
svelti andiamo
a unirci a Vasconhards(2v)

Fiore di Garriga
aria di rivolta
Senza vergogna
a testa alta andiam(2v)

Senza padrone
catena, giogo e paura fratello mio
nel nostro sapere*
C’è la nostra libertà!(2v)

Da un angolo all’altro
la nostra terra brucia
Ogni montagna
nasconde un fuorilegge(2v)

Uomini liberi,
signori del loro destino, fratello mio
Vasconhards
siam padroni del nostro mare.(2v)

Bertrand de Malicharc comandala brigata

il re stregone
comincia a tremar
Betrand de Malichar
comanda la brigata
contro i sacerdoti
noi andremo a vincere.

Chi rinuncia
a combattere per ciò che ama
si abitua
e si tiene quel che ha.
Chi rinuncia
a combattere per ciò che ama
si arrende
e perde la dignità.

Direi che sta venendo bene 🙂
Del testo originale è cambiato il protagonista con Bertrand de Malichar al posto di Joan Cavalier, i Vasconhards han preso il posto dei Camisards e i bianchi vascellli de la Vasconne quello dei cavalli della Camargue. Il re stregone, di tolkeniana memoria, ha sostituito Luigi XIII e i suoi soldati  dai preti guerrieri che comandavano le “sante milizie” di Gualtier  Maurice III.
La storia c’è, il conflitto pure e adesso devo solo tirarla giù come si deve. Anche questa finirà nell’antologia di Tharamys.

Buona giornata!

“Lo specchio di Nadear” di Andrea Venturo, Myth Press. A cura di Alessandra Micheli

preordine-lo-specchio-di-nadear
clicca per acquistare il libro

via “Lo specchio di Nadear” di Andrea Venturo, Mith press. A cura di Alessandra Micheli

Alessandra Micheli ha scritto una recensione strepitosa del mio libro. Andatela a leggere e ditemi se non vi ha incuriosito almeno un pochettino. Non perché sia eccessivamente orgoglioso del mio ultimo romanzo, ma sono molto soddisfatto del risultato: mescolare elementi del giallo investigativo con quelli del fantasy epico e tirare fuori una storia coerente, avvincente e capace di tenere incollati i lettori dall’inizio alla fine è stato difficile.

Buona lettura 😉

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Il Torto colpisce ancora!

Oggi desidero condividere questa recensione appena ricevuta sul gruppo “Scrittori e Lettori Fantasy” e con essa un’affatto celata soddisfazione =^.^=
“Il torto” di Andrea Venturo
★★★★ (4 su 5)

Iniziando a leggere quest’opera se ne nota la brevità: può essere catalogata come un racconto lungo o una novella, ma nulla che ne influenzi la qualità. Aiutata dallo stile scorrevole e da colpi di scena ben congeniati l’opera è molto piacevole.

Si è subito al centro dell’azione. L’autore esordisce con un flashback che delinea luoghi e parte dell’impianto magico, ma anche (e soprattutto) azione da cui poi le conseguenze.

La trama principale si snoda tra psicologia del personaggio principale (il giovanissimo Conrad) ed eventi (molto inaspettati!) nella propria sfera familiare: un buon esempio di come dalla semplicità di confini limitati (linea temporale ad esclusione dei flashback, personaggi e spazio) si possa creare una storia incisiva.

Dell’impianto magico ho molto apprezzato la componente originale ma non esagerata: proprie regole ben comprensibili e un’insolita mescolanza (per un fantasy) tra magia e meccanica.

Nelle scene ho apprezzato i dialoghi non banali, né inutili per riempire una mezza pagina, un’ottima componente ironica e una naturalezza di episodi che tendono ad eliminare (secondo me) alcune forzature tipiche degli scrittori poco smaliziati.

I personaggi non sono molti, ma sono definiti in pochi e semplici tratti, senza il continuo ripetere delle peculiarità psicologiche o dei tormenti: l’introspezione esiste, e in un certo senso le vicende di Conrad avvengono proprio rispetto alla sua spiccata volontà, ma tutto viene tutto mostrato (e anche bene) con l’azione.

Ho notato un rallentamento generale nell’ultimo capitolo, in una spiegazione forse più macchinisa rispetto al resto, ma che considerata la sua brevità non mi sento di giudicare “pesante”.

In conclusione il libro mi è piaciuto molto, ne consiglio la lettura e, per quanto mi riguarda, leggerò con interesse anche altre opere di Andrea Venturo.

Sei buoni motivi per leggere “Lo Specchio di Nadear”

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Numero uno. Già il fatto che io continui a far partecipare le mie opere a qualche torneo letterario potrebbe essere un buon motivo: sono il primo che ci crede. C’è poco altro da dire: mi piace scrivere e continuerò a farlo. Una delle cose buone di questo libro è proprio l’incrollabile convinzione di aver scritto qualcosa che possa essere letta senza scagliare il libro fuori dalla finestra prima di aver concluso la lettura. Dopo… be’, ne possiamo parlare.

Numero due. Ci sono più trame. Una è quella che vede il giovane Conrad, protagonista assieme a Diana e La-Wonlot della quarta di copertina. Qualcuno li conosce già perché ha letto “I Razziatori di Etsiqaar”, qualcuno ne ha solo sentito parlare e la maggior parte di voi li conoscerà solo in questo libro. Un’altra trama è quella che parla della storia della città e, in particolare, degli intrighi che sono in atto tra le varie fazioni: le due unità della guardia cittadina, le associazioni a delinquere, le congrèghe mercantili e non e infine la politica (ci sono delle elezioni in arrivo). Un altra trama ancora è quella dell’antagonista (il cui ritratto è stato ben reso da Diana Mercolini, autrice della cover) le cui mosse sembrano sempre nascoste e i cui risultati emergono solo alla fine della storia e in un modo che vi sfido a prevedere. Sì, sono più che certo che quando finirete il libro tornerete indietro per capire come, dove e quando accadono certe cose… e accadono, statene certi. Infine vi sono le storie legate al passato della città di Nadear, che imparerete a conoscere un po’ meglio e potrebbero fornire più di uno spunto per capire come vanno realmente le cose da quelle parti.

Numero tre. Ambientazione curatissima e dinamica. Per questo devo ringraziare Antonella Monterisi che mi ha fatto trasformare spiegoni e infodump in elementi dinamici e ben integrati nelle varie trame. Stavolta è stato facile: per ogni personaggio, per ogni ambiente, per ogni vicenda avevo scritto pagine e pagine di appunti. Sapevo anche quanti cardini avevano le botole di accesso ai sotterranei e da quale motore erano mossi i saliscendi che alzavano i carri dal piano stradale. Anche nel leggere una descrizione non troverete niente di noioso, ma sarete alla ricerca di indizi per capire chi è il misterioso ladro e come farà Conrad a incastrarlo. Se ci riuscirà…

Numero quattro. I riferimenti più o meno nascosti: nel testo, tra le righe, vi sono quintali di riferimenti a opere letterarie, cinematografiche, musicali, pittoriche e architettoniche. Ho tirato in ballo la serie televisiva Doctor Who (che adoro), Non ci resta che piangere, Frankenstein Jr, Averoigne di C. A. Smith e poi le opere di Lovecraft, ma pure le battute di Lillo & Greg e tanti altri che non ho mancato di citare nella pagina dedicata ai Credits, fosse anche solo per un’idea. Mi domando quanti di voi riusciranno a coglierle.
Sì, vi sto sfidando di nuovo.

Dulcis in fundo la numero cinque. Ha una gran bella cover che nulla ha da invidiare a opere più blasonate e mostra anche sotto l’aspetto grafico e visivo la cura riversata da tutti coloro che hanno collaborato alla creazione di questo libro. Inoltre racconta alla perfezione la storia narrata con dovizia di dettagli. Conrad, inconfondibile grazie al giustacuore blu e i capelli neri, appare spaventato da una maschera che ha appena raccolto da terra. Dietro di lui una ragazza più grande appare curva e ancora più spaventata di lui (per un sacco di buoni motivi, ve lo assicuro). Sullo sfondo una città dalle forme goticheggianti e un cielo coperto da nuvole plumbee. Del resto ci sono due personaggi sui quali grava una minaccia di qualche tipo, cosa potrebbe mai andar peggio? Potrebbe piovere! E sì, le citazioni sono celate anche con questo livello di accuratezza.
In ogni caso la storia è ambientata in autunno inoltrato e fa freddino, e se pure è normale che piova vedrete che il meteo non servirà solo come scusa per rievocare alla memoria battute altrui.

Motivo numero sei. È un giallo, magari l’ambientazione all’interno di un mondo fantasy può spiazzare, ma la mia Nadear si lascia scoprire con piacere finché ci si limita alle leggende, all’arte e all’architettura (e ne troverete un bel po’). Per cui non vale dire “Ma è un Fantasy, io non leggo questa roba per ragazzini”. Del resto uno dei temi trattati è il mobbing, un altro riguarda le discriminazioni di genere e poi si parlerà anche di lutti superati e non. Insomma le occasioni per riflettere ci sono e sono pure tante. L’ambientazione fantastica offrirà un punto di vista diverso, distaccato al punto giusto per poter guardare dentro se stessi senza soffrire troppo.

Motivo bonus. E visto che avete letto fino a qui ecco la sorpresa: la quarta di copertina. Chiunque sia il tipo che si è appena rivelato, togliendosi la maschera, sia un gran bel cattivone? È la stessa maschera che Conrad ha appena raccolto in copertina, e sta là a suggerire (io direi “urlare”) che tra lui e questo tipo misterioso c’è più di una connessione.

Vi aspetto tutti a curiosare tra le strade di Nadear in cerca di indizi, ma state lontani dai sotterranei e dai vicoli più bui: si fanno sempre brutti incontri.

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